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sabato 2 novembre 2019

[Recensione] DOOM PATROL - la nuova serie DC Comics su Amazon Prime


DOOM PATROL, la nuova serie TV dell'universo DC Comics e spin-off della serie TV Titans, ci presenta degli "atipici eroi". Distribuita da Amazon Prime, questo gruppo di persone dotate di strani poteri e all'apparenza male assortite saprà sostenere le aspettative?
Ce ne parla come sempre il nostro cinefilo impertinente!


Genere: Azione - Avventura - Supereroi
Ideatore: Jeremy Carver
Soggetto: Arnold Drake, Bob Haney, Bruno Premiani (fumetto)
Fotografia: Scott Winig, Magdalena Górka, Chris Manley
Montaggio: Sara Mineo, Brian Wessel, Harry Jierjian
Musiche: Kevin Kiner, Clint Mansell
Scenografia: Cameron Beasley, Colin De Rouin
Costumi: Laura Jean Shannon
Effetti speciali: Victoria Arias, Kate Jones, Erika Abrams, Meagan Condito, Ricardo Elliott II, Armen V. Kevorkian, Michael Szczurko
Attori: Matt Bomer, Brendan Fraser, Timothy Dalton, Diane Guerrero, April Bowlby, Joivan Wade, Alan Tudyk, Matthew Zuk
Anno: 2019
Paese: USA
Distribuzione: Amazon Prima


Sinossi: Ambientato dopo gli eventi di Titans, la serie segue la Doom Patrol, composta da Robotman, Negative Man, Elasti-Woman, Crazy Jane e Cyborg, quando ricevono una missione per impedire al sovrannaturale Mr. Nobody di conquistare tutto il mondo.





Ho visto Doom Patrol
Bene gente, ci sono alcune realtà nel mio mondo che sono quasi certezze, ad esempio il fatto che i film DC siano noiosi e che quelli MarvelStudios dei giganteschi fuochi artificiali caricati a computer grafica. Alcune volte ovviamente queste certezze cadono e saltano fuori film belli come il Joker o curiosamente ben strutturati come The Winter Soldier (Edd Brubaker fa miracoli). Una costante che però mi ha sempre colpito e incuriosito allo stesso tempo, è il fatto che le serie tv della DC siano praticamente tutte belle.

L’unica idea che mi sono fatto per spiegarmi questa cosa è che i tempi lunghi di una serie tv permettano alle storie DC di svilupparsi con i ritmi giusti creando dei piccoli gioielli. Cosa che ovviamente non può succedere in un film il cui minutaggio scarno non consente un’eccessiva dilatazione temporale.
Quindi, a scapito di tutto, quando esce un prodotto DC su un canale di streaming, so già che molto probabilmente non mi pentirò di guardarlo. E così è stato.


Ma parliamo della trama.
La serie tv si snoda attraverso le vicende personali di un insolito gruppo di super eroi che inizialmente hanno poco di “super” e praticamente niente di “eroi”, sono solo persone che a causa di una serie di incidenti si ritrovano con poteri che non sono in grado di controllare e che li costringono a una vita isolata dal resto del mondo, in pratica degli eroi sfigati da freak show.

La voce fuori campo del narratore ci accompagna attraverso un insolito sviluppo di trama, che spinge i protagonisti a doversi interfacciare col mondo e li obbliga a venire a patti con i loro demoni interiori.


Come mi aspettavo da una serie DC, anche Doom Patrol soffre un po’ della dilatazione temporale eccessiva, cosa che porta i primi episodi ad essere un pochino lenti. Col progredire delle puntate però il ritmo aumenta, senza mai diventare frenetico, e ci si scopre ad appassionarsi alle vicende personali dei protagonisti che ad ogni capitolo rivelano sempre di più del loro passato. Episodio dopo episodio si inizia a tifare con sempre maggior enfasi per quel gruppo di “eroi” sfigati che a modo loro, spesso goffamente, provano ogni volta a fare la cosa giusta.


Ora però vi parlo degli attori e drizzate bene le orecchie perché qua ci saranno da dire un bel po’ di cose.
Brendan Fraser interpreta Cliff, un cervello dentro a un robot, in realtà il buon Brendan si vede davvero poco dato che il suo personaggio è infilato dentro un costume simil metallo, ma forse è meglio così. Resta un gran attore, ma dopo aver sconfitto tutte quelle mummie dev’essersi seduto sul divano a riposare rimanendoci per i successivi 10 anni. Diane Guerrero mi piace un sacco, ritengo molto stimolante ma anche difficilissimo interpretare a dovere un personaggio con personalità multiple, lei lo fa davvero bene. Il vero delitto però di questa serie tv, secondo me, è tenere Matt Bomer costantemente bendato come una mummia. Insomma, ok che il suo personaggio è completamente ustionato quindi anche quando si toglie le bende è praticamente irriconoscibile, ma uno come lui si scrittura non solo per le capacità recitative ma anche perché è un figo della madonna. Se esiste un inferno qualcuno dovrà andarci per questa scelta sciagurata. 

Per tirare le somme: questa serie tv è l’ennesimo prodotto carino uscito da casa DC, la classica fiaba un pochino dark che ci accompagna volentieri in quelle tristi e uggiose serate invernali, dove ci si riscalda a dovere solo con un bel plaid e un uso sconsiderato di Prime Video.  


Voto: 3
L’amichevole GM di quartiere.

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