Care Impertinenti siamo a una nuova settimana con la rubrica 5 Cose Che... ideata dal blog Twins Books Lovers, ma questa volta abbiamo un'ospite speciale: FELICIA KINGSLEY!
SOTTO L'ALBERO DI NATALE 4.0 prende spunto dall'iniziativa Elf Christmas Wishlist, che consiste nel creare una lista di 10 desideri che gli elfi (cioè VOI che aderite all'iniziativa) si sforzano di realizzare. Ognuno di noi nel suo piccolo può rendere felice un'altra persona, a volte basta poco: una parola, un sorriso, un disegno quindi perché non esaudire qualche desiderio tra amanti dei libri?
COME PARTECIPARE?
Se siete blogger, aprite un post nel vostro blog e dopo aver spiegato di cosa si tratta (in modo che chiunque legga sappia di cosa si parla) fate la Vostra lista di 10 desideri.
Una volta deciso di partecipare, commentate QUESTO POST con il link della vostra wishlist, in modo che piano piano la lista dei partecipanti venga aggiornata e tutti possano averla sott'occhio per realizzare desideri.
Se siete lettori invece, lasciate un commento con la vostra whishlist e la vostra email. Provvederemo a creare una lista anche per voi!
ATTENZIONE: non è obbligatorio realizzare desideri. Lo scopo di questa iniziativa è regalare sorrisi e questo può essere fatto anche solo con un commento gentile.
GIVEAWAY PER I PARTECIPANTI
Abbiamo deciso di premiare alla grande i partecipanti all'iniziativa, infatti alla befana estrarremo 3 vincitori che si porteranno a casa 2 libri a testacartacei!!
I 6 libri in palio sono:
OSSESSIONE - NORA ROBERTS
IL PROBLEMA È CHE TI AMO - JENNIFER L ARMENTROUT
DISCONNECT 1 - ILARIA SORAGNI
LA RAGAZZA DEL PASSATO - AMY GENTRY
LA DONNA DI GHIACCIO - ROBERT BRYNDZA
LA RICETTA SEGRETA DELLA FELICITÀ - JULES STANBRIDGE
e forse qualche altro premio a sorpresa... ma ne parleremo più avanti!
Decideremo noi quali libri inviare alle vincitrici :P
Per partecipare all'estrazione è necessario compilare il form di Rafflecopter più in basso.
Le regole sono semplici:
1 Partecipare all'iniziativa con la vostra lista dei desideri e lasciare in un commento la vostra email.
2 Mettere Mi piace alla nostra pagina Facebook (QUI).
Non è obbligatorio, ma partecipando ci auguriamo che cercherete di far felici le altre persone <3
2. Ricevere per posta i bigliettini di auguri! Vogliamo far impazzire i nostri postini :P
3. Ci piacerebbe avere più commenti e interazioni sul blog!
4. Vorremmo raggiungere i 4000 mi piace suFacebook.
5. Nuovi blog da scoprire! Vogliamo conoscere altre appassionate come noi!
6. Una sorpresa. Di qualsiasi tipo!
7. Prodotti di cancelleria. Post it strani, matite, penne, gomme, quaderni, righelli, agende... avete capito, no?
8.Gadget. Che siano dei blog amici o delle grandi saghe cinematografiche per noi è uguale *___*
9. Trovare nuove collaboratrici che ci aiutino nel blog! Siamo una famiglia e amiamo la lettura, cerchiamo delle persone con la nostra stessa passione <3 tutte le info QUI.
10. Consigli su nuove letture, e magari qualche bel libro cartaceo!
Potete scriverci su:
lettriciimpertinenti@gmail.com
Specificando se è per Fede o per Karin.
L'indirizzo fisico, se vi serve, potete richiedercelo per email <3
NON VEDIAMO L'ORA DI REALIZZARE I VOSTRI DESIDERI E GRAZIE A CHI REALIZZERÀ I NOSTRI!
Mio nipote non leggeva. Gli
regalavano libri illustrati, fumetti e audiolibri, ma lui non leggeva.
Preferiva giocare, guardare la tv e parlare (ho un nipote un po’ logorroico).
Da accanita lettrice vedere un nipote così intelligente che non leggeva, mi faceva
salire il sangue al cervello. È cresciuto vedendomi sempre sul divano, sulla
sedia o sul letto con in mano un libro, com'era possibile il suo disinteressamento?!
E allora mi sono messa a
riflettere su come mi sono avvicinata IO alla lettura. Ricordo che alle
elementari i libri mi sembravano cose da adulti, lontani dalla mia età. Volumi
polverosi e giganti, portatori di malattie e noia acuta. La
maestra di italiano ci fece leggere nel corso dell’anno scolastico Pinocchio di
Collodi. Ad oggi, ormai diciassette anni dopo, ancora ricordo il libro, non
tanto per il piacere di leggerlo, ma per la tristezza della storia paragonata
al cartone Disney (che all'epoca era l’unico paragone possibile). So che può
sembrare allucinante e superficiale, Collodi è Collodi e non sto assolutamente
mettendo in dubbio nulla, ma a nove/dieci anni realizzare che la vita non è
rosea e felice, che la morte è una realtà e che il cartone animato non era l’unica
alternativa alla storia… beh, fu scioccante. Tant'è che ancora ricordo la
tristezza di vedere il buon grillo parlante spalmato sul muro.
Di conseguenza associavo di nuovo
i libri a qualcosa di noioso, polveroso, contagioso, ma si aggiunsero anche gli
aggettivi triste e deprimente.
Arrivata alle medie ancora non
leggevo, o meglio non leggevo libri. Frequentavo l’edicola di paese e mi
nutrivo di Topolino, Streghe, Paperinik e via dicendo. Quindi diciamo che
qualcosa leggevo, qualcosa di divertente, graficamente accattivante, con il
lieto fine assicurato e tematiche adatte alla mia età.
Come dicevo, arrivai alle medie.
La professoressa ci faceva studiare come pazzi, ma all'inizio
niente letture, neanche dei classici. Poi le venne un’idea, e devo ringraziarla ancora oggi per il suo regalo: «ragazzi, facciamo una biblioteca di classe. Ognuno
compri/porti un libro o due che vorreste leggere e, come nelle biblioteche,
potete prenderlo in prestito per un mese. L’unica cosa che vi chiedo è alla
fine di buttare giù due righe su com'è stato, se vi è piaciuto o meno, e, se
non siete riusciti a finirlo, spiegatemi i motivi».
Inutile dirvi che nessuno se lo
aspettava. Eravamo un branco di trogloditi che non leggeva, ma tra uno sbuffo e
l’altro abbiamo fatto quanto richiesto.
Ricordo che andai in libreria (un luogo
sconosciuto che proprio non frequentavo) con i miei genitori. Probabilmente mi
aspettavo puzza di morto e polvere a secchiate, invece trovai un luogo
luminoso, con un buon odore di carta appena stampata e tanti colori.
Comprai per la “nostra
biblioteca” due libri della collana Le Ragazzine di Mondadori. Non so se la
ricordate, ma erano dei libricini tutti colorati, con le cover illustrate,
romanzi per le adolescenti che parlavano di amore, amicizia,
famiglia, affrontando tematiche giuste per l’età che avevamo con ironia.
Non ricordo onestamente perché
scelsi proprio quei due, forse il colore sgargiante, forse su consiglio della
libraia, ma fatto sta che li portai a scuola. E non fui l’unica. Molte compagne
portarono altri volumi della collana, altri dei classiconi per fare i fighi
(voi fareste leggere a degli 11enni Guerra e Pace?!?), altri ancora libri per
maschietti, chi illustrati, chi il Piccolo principe, chi Calvino... Insomma la
classe era invasa di libri.
Da lì iniziammo a leggere 1 libro
al mese, scegliendolo noi e poi scrivendo un resoconto della lettura, senza
alcun vincolo reale a finirlo, ma solo dimostrando di averci provato. Sapete
com’è finita? Che lo abbiamo ripetuto l’anno seguente e quello dopo ancora. E
non leggemmo solo “romanzetti” (come alcuni li definirebbero), ma anche dei
classici e narrativa. È in terza che scoprii perfino Harry Potter.
Al liceo ero diventata drogata di
libri, ne dovevo leggere almeno 1 al mese, era la mia abitudine, e da sola,
entrando in libreria (ormai un posto che potevo chiamare casa), sceglievo libri
di qualsiasi dimensione, genere e forma. E come me altri compagni, anche i più
caproni.
Passai a letture per i più
grandi. Non ve le saprei dire in fila, ma lessi un sacco di Calvino, Austen e
ovviamente continuai Harry Potter… passando poi per Licia Troisi, Dan Brown,
Stevenson, Verne e London. Quando la nuova professoressa “della scuola dei
grandi” iniziò a darci letture obbligate, mi resi conto di leggerli con
facilità e a volte anche con piacere. Altri compagni invece si prendevano i
bignami, li leggevano in tempi biblici o se li facevano raccontare. C’è da dire
che alcune letture proprio non le ho digerite (I malavoglia di Verga sono una
botta di depressione), altre però riuscivo a vederne la bellezza e le
tematiche: Oscar Wilde, Calvino (ancora, lo so!), Pirandello e perfino i
Promessi Sposi avevano un certo fascino per me.
Sapete che poi ho avuto un’altra
botta di culo? La professoressa arrivata al terzo anno era giovane, con idee innovative
e ha iniziato a farci leggere libri più attuali. I due che ricordo
particolarmente sono: Bilal di Fabrizio Gatti, un saggio che racconta il suo
viaggio dall'Africa fino all'Italia insieme ai migranti. Una vera denuncia delle
loro condizioni che è riuscito a sconvolgere tutta la mia visione del mondo. Un
libro che la professoressa aveva letto e ha voluto discuterne con noi, sempre
dei caproni adolescenti pronti a insultare chiunque ma che dopo questo libro lo
erano un po’ meno. L’altro fu invece Lo strano caso del cane ucciso a
mezzanotte di Mark Haddon. La storia un po’ bizzarra di un bambino autistico. I
caproni adolescenti dentro la testa di un ragazzino autistico…
Entrambi i libri, anche se così diversi, sono riusciti a scuotere in tutta la classe
qualcosa. Per una volta un libro
aveva appassionato un branco di adolescenti superficiali, per una volta non mi
sono sentita diversa.
Continuai a leggere, mi
fissai su alcuni generi e ogni tanto leggevo qualcosa di più impegnativo(lo scrivo solo per quelli che credono nei generi di serie B). Tutto il resto è venuto da
sé.
Riflettendo sulla mia passione
per i libri e su come trasmetterla a mio nipote di 9 anni, mi sono messa al suo
posto e ho capito che non è una cosa che nasce dal nulla, né che dipende dai
genitori. Anche perché i miei genitori non sono lettori forti, non mi hanno
regalato un libro finché non ho iniziato io a chiederli. Quindi questa passione
doveva essere uscita in qualche altro modo. E forse sono arrivata alla conclusione:
una botta di fortuna. Fatemi spiegare meglio, altrimenti sembro pazza.
Ho capito che leggere è bello
anche quando il libro non è il tuo genere, non ha uno stile facile o una trama
triste. Se prendessi oggi Pinocchio probabilmente cancellerei la mia
impressione a nove anni.
Quello che mi ha resa
appassionata lettrice è stato leggere un libro adatto a me, e un altro dopo
ancora e ancora e ancora. Un libro che dovevo iniziare a leggere per forza, ma
che avrei potuto abbandonare in ogni momento. L’obbligo c’era solo
“all’inizio”, ma poi potevo decidere. La biblioteca alle medie mi ha fatto
scoprire un mondo letterario che non conoscevo. Libri sciocchini che però mi hanno avvicinato alla lettura, tant'è che al
liceo quando bisognava leggere sotto minacce, lo facevo quasi con piacere.
Senza troppi sbuffi.
Arrivata a questa illuminazione, decido
di far avvicinare il nipote, grande appassionato di Minecraft e di Pokémon,
comprando dei libri sciocchini che
potrebbero invogliarlo anche solo a sfogliare un libro.
Tra un libro, un manuale e un
fumetto su questi argomenti, questa estate sono riuscita a fargli leggere Don
Chisciotte, Harry Potter (illustrato) e Il Piccolo Principe. Da solo si è
comprato e letto tutti i “il Diario di una schiappa” e continua a comprarsi
libri.
Devo ringraziare comunque le sue maestre che spronano la sua classe a
leggere libri a piacere anche durante l’anno, ma alla fine il merito di chi è?
Mio, suo o delle scelte dei libri?
Un po’ devi essere portato, un po’ devi
avere fortuna di essere portato e un po’ devi avere una fatina buona che ti
porta a conoscere i libri. Senza disprezzare i “romanzetti” perché il bello di leggere è che puoi scegliere cosa,
come e quando. L’importante è leggere, sempre.
Non so perché ho scritto tutto
questo. Non sto cercando di insegnare niente a nessuno, né ai professori, né ai
genitori. Dopo l’ennesimo articolo su “In Italia non si legge” o “Solo il 40%
degli italiani legge” volevo sfogarmi e magari portare a riflettere tutti
sull'argomento.
Mi sembra giusto ogni tanto raccontare qualcosa di diverso nel blog, qualcosa di
bello che dica di più sui lettori: non sono dei pazzi asociali, sono persone
normali che oltre a uscire, socializzare, lavorare e/o studiare, trovano un po’
di tempo per sfogliare delle pagine con strane macchie di colore sopra!
Ho scritto davvero troppo. Ai più
temerari che sono riusciti ad arrivare fino a qui chiedo: e voi? Come vi siete
avvicinati alla lettura? Chi è stata la vostra fatina magica che vi ha portate
sulla retta via? Pensate che ci sia qualcosa di sbagliato nelle scuole di oggi
o nelle nuove generazioni?
Azzurra ha diciannove anni, ha appena cominciato l’università e vive con
la madre. Ragazza modello, ha sempre rigato dritto, seguendo i consigli
degli adulti. Almeno finora. Ignorando tutti i pareri contrari, questa
volta ha deciso di partecipare a un programma televisivo: La storia d’amore più bella del mondo.
Il format prevede che un ragazzo sia corteggiato da più pretendenti e
che alla fine ne scelga una da frequentare al di fuori degli studi. La
prima serata in TV c’è Omar, un venticinquenne di Milano, bello e
carismatico: Azzurra ne è rimasta affascinata la prima volta in cui lo
ha visto. Ma le cose non vanno come si aspettava, infatti il ragazzo
sembra non provare interesse per lei e apprezzare invece le altre
corteggiatrici. Dopo la registrazione della puntata, però, Omar la
sorprende, proponendole di trascorrere una giornata a Parigi insieme a
lui. Azzurra accetta, ma proprio quando sta per lasciarsi andare, dal
suo passato ricompare Tommy, il suo ex, e con lui i tradimenti e la
sofferenza che ha subìto e non ancora dimenticato…
È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile
ora che è un impiegato del Ministero della Magia oberato di lavoro,
marito e padre di tre figli in età scolare. Mentre Harry Potter fa i
conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, il secondogenito
Albus deve lottare con il peso dell’eredità famigliare che non ha mai
voluto. Il passato e il presente si fondono minacciosamente e padre e
figlio apprendono una scomoda verità: talvolta l’oscurità proviene da
luoghi inaspettati.
Il ritardo è negligenza. La negligenza è disordine. Il disordine è il
seme della perdizione. Maite è tra le operaie più efficienti nella
fabbrica in cui lavora. In fondo non ha scelta: se commettesse
un'infrazione sarebbe punita con la morte. Maite coltiva in segreto la
sua passione, il canto, e sogna di raggiungere il leggendario giardino
alla fine del mondo, dove si narra vivano i ribelli in completa libertà e
dove pare siano sopravvissute le lucciole. Perché il suo paese è
diventato una prigione fredda e spoglia. Dopo una lunga guerra, l'Italia
è stata divisa in Signorie e, per impedire il ritorno al caos, le arti e
le scienze sono riservate a una casta di eletti, mentre gli esclusi
sono condannati a una vita di obblighi e privazioni. L'unica fonte di
svago è la Cerimonia, la grande festa celebrata per l'anniversario della
Rinascita. Maite ha sempre voluto esibirsi su quel palco, ma il giorno
in cui potrà finalmente ottenere il suo riscatto scoprirà che, in un
paese che ha ucciso ogni speranza, anche dai sogni si può desiderare di
fuggire... Un romanzo italiano dal sapore internazionale che dipinge con
lucida spietatezza uno scenario più vicino di quanto possiamo
immaginare.
Aurora è una ragazza timida, completamente dedita allo studio e
determinata a conseguire una carriera accademica di grande rilievo.
La
sua vita sembra già tutta decisa e impostata, finché non arriva Raphael
che la trafigge con i suoi occhi di ghiaccio e la rapisce con il suo
fascino surreale.
Raphael è un vampiro e per questo destinato a vagare tutte le notti alla ricerca di sangue.
Una
notte, però, incontra Aurora che con la sua ingenuità e delicatezza lo
incanta, tanto da decidere di non ucciderla ma di trasformarla nella sua
compagna per l'eternità.
Aurora non sa cosa le aspetta, ma Raphael è
lì per lei e con il suo amore l'aiuterà a sopravvivere in un mondo
fatto di tenebre, passione e sangue.
Tutto sembra perfetto finché una notte Raphael scompare...
K.C. Carter si è cacciata nei guai con la legge e adesso è costretta a
trascorrere l’estate nel paesino in cui è nata, Shelburne Falls, per
adempiere ai servizi utili alla comunità: così ha ordinato il tribunale.
Ma non è l’unica difficoltà a cui deve far fronte al suo arrivo: al
nome di Jaxon Trent risponde il peggior tipo di tentazione che si possa
immaginare, ed è esattamente ciò da cui K.C. è riuscita a stare lontana
fin dai tempi del liceo. Lui però non l’ha mai dimenticata, anche perché
è l’unica ragazza a non essere mai uscita con lui e ad avergli detto
sempre di no. Jaxon è un tipo pericoloso sul serio, ma tra lui e K.C.
l’attrazione è talmente forte che resistere diventa quasi impossibile…
Jenny è un medico, sposata
con un famoso neurochirurgo e madre di tre adolescenti. Ma quando la
figlia quindicenne, Naomi, non fa ritorno a casa dopo scuola, la vita
perfetta che Jenny credeva di essersi costruita va in pezzi. Le autorità
lanciano l’allarme e parte una campagna nazionale per cercare la
ragazza, ma senza successo: Naomi è scomparsa nel nulla e la famiglia è
distrutta. I mesi passano e le ipotesi peggiori – rapimento, omicidio –
diventano sempre più plausibili, ma in mancanza di indizi significativi
l’attenzione sul caso si affievolisce. Jenny però non si arrende. A un
anno dalla sparizione della figlia, sta ancora cercando la verità, anche
se ogni rivelazione, ogni tassello sembra allontanarla dalle certezze
che aveva. Presto capisce che le persone di cui si fidava nascondono
terribili segreti, Naomi per prima. Seguendo le flebili tracce che la
ragazza ha lasciato dietro di sé, Jenny si accorgerà che sua figlia è
molto diversa dalla ragazza che pensava di aver cresciuto…
La stanza è invasa dalla polvere e dalla luce. Sono passati anni, ma a
casa della nonna Elsa non è cambiato nulla: la bambola, il cavallo a
dondolo e poi il vecchio armadio. Ad Anna, sua nipote, basta aprirlo per
tornare di colpo bambina, quando insieme alla nonna giocava a vestirsi
da grande. Gli abiti ci sono ancora tutti e Anna li riconosce: stoffe
che sanno di festa, di ricordi e di risate. Eppure c’è un vestito che la
giovane non ricorda: ha la gonna ampia e un nastro alto in vita. Uno
stile molto diverso da quello della nonna. Anna lo prova. Basta quel
semplice gesto perché il suo mondo cambi per sempre.
Quando sua
nonna la vede con quell’abito, bella come non mai, capisce che è giunto
il momento sfuggito tanto a lungo. Ora che le rimangono pochi giorni di
vita, non può più mentire. Lo deve a sé stessa ma anche a sua nipote,
deve dirle la verità. Deve confessare a chi appartiene quell’abito, deve
pronunciare quel nome taciuto da anni, Eeva. Un nome che Anna non
conosce. Il nome di una donna dimenticata nel silenzio, di cui non
esistono nemmeno fotografie. Un nome che affonda le radici in un segreto
forse incomprensibile. Spetta ad Anna capirlo. Ma per farlo deve
tornare indietro a un tempo antico, a una storia di perdono, di
tradimento e di bugie. Ma soprattutto alla storia di un amore unico come
quello che lega indissolubilmente una madre e una figlia, nel bene e
nel male. Un amore in cui tutto, a volte, può essere perdonato.
Sono trascorsi vent’anni. Stella, psicologa, e Giulio, avvocato di
successo, si amano ancora. Anche troppo, secondo la figlia, che li
paragona ad alieni venuti da Marte. Lei, Felicia, ha diciannove anni. È
intelligente ed esuberante proprio come la nonna, dalla quale ha
ereditato nome e temperamento. Ma un particolare la divide da lei: non
crede nell’amore. Qualcosa però nelle sue rigide convinzioni è destinato
a cambiare… Una sera riceve un messaggio da uno sconosciuto, un
messaggio che pare arrivare per sbaglio, e la sua vita prende una piega
inaspettata. Felicia non sa cosa fare ma alla fine, quasi per
divertirsi, risponde. E da lì ha inizio il gioco… Agli occhi del
fratello gemello, geloso e possessivo, è una pazza. Le amiche di sempre
invece la supportano. E chissà che quell’errore non sia destinato a
trasformarsi in una magia…
Chi occupa la stanza numero 5 del reparto di terapia intensiva?
Un’amante ineguagliabile? Una donna egocentrica senza pari? Una martire
altruista? Una cattiva madre? Una sorella amata? Una moglie egoista?
Ciascuna di loro. Silvia Shute è una donna forte e risoluta, ma
improvvisamente deve arrendersi al fatto che la sua vita abbia subito
una battuta d’arresto. Nel suo passato si cela un oscuro e terribile
segreto, e ora che è priva di coscienza in un letto d’ospedale,
l’incessante flusso di visitatori sembra alternarsi per svelare il
mistero di una vita spezzata. Silvia giace lì, vittima dei suoi cari,
della noia, dei mormorii. Che le piaccia o no, la verità sta per farle
visita. Come avvenne in passato...Dimmi che ti dispiace è il nuovo,
toccante romanzo di Dawn French, che torna in libreria dopo il successo
di La meraviglia delle piccole cose, una storia che ha conquistato
migliaia di lettrici anche in Italia. La sua scrittura è commovente,
ironica e ricca di sapiente intelligenza: tutto questo fa di Dimmi che
ti dispiace una lettura indimenticabile
È cosa nota e universalmente riconosciuta che uno zombie in possesso di
un cervello debba essere in cerca di altro cervello. Così inizia
Orgoglio e pregiudizio e zombie, versione fedelmente aggiornata del
celeberrimo (e amatissimo) capolavoro di Jane Austen, grazie a numerose
scene «inedite» in cui, a farla da protagonisti, sono appunto gli
zombie. Pubblicato da una piccola casa editrice americana, questo
romanzo ha suscitato l'entusiasmo sia dei neofiti sia dei più fanatici
ammiratori della Austen, scalando in breve tempo tutte le classifiche di
vendita e imponendosi come il fenomeno editoriale dell'anno. E il
motivo di un successo tanto clamoroso è semplice: al fascino di una
storia d'amore senza tempo, si aggiunge il divertimento di una lotta
senza esclusione di colpi contro l'orribile flagello che si è abbattuto
sull'Inghilterra, arrivando fino al tranquillo villaggio di Meryton,
dove l'indomita Elizabeth Bennet, insieme con le sue sorelle, è
impegnata a contrastare orde di famelici morti viventi. Un ruolo che le
calza a pennello, almeno finché non arriva il bello e scontroso Mr Darcy
a distrarla...
Dopo essere stato rapito da bambino e venduto come schiavo da un mafioso assetato di potere, non pensa ad altro che a vendicarsi. Per dodici anni si è immerso nel mondo degli schiavi del piacere alla ricerca dell'uomo responsabile del suo terribile passato. E lo trova. Così con un nuova identità lo avvicina. Ma per riuscire nel suo piano, dovrà rapire una bella ragazza ed addestrarla, facendola diventare proprio come era lui. La diciottenne Olivia Ruiz si sveglia in un posto a lei sconosciuto, legata, bendata, può sentire solo la voce maschile che la accoglie. Lui è Caleb, ma deve chiamarlo Padrone. Olivia è giovane, bellissima, ingenua e testarda. Ha un fascino oscuro che non può passare inosservato. Anche se ha paura dell'uomo che la tiene prigioniera, quello che la fa restare sveglia sarà proprio l'attrazione che prova per lui.
Arilyn Meadows sa come liberare gli altri dallo stress, ma ormai è oberata dalle attività che svolge: oltre a essere consulente nell'agenzia Kinnections, è anche insegnante di yoga, volontaria in un rifugio di cani abbandonati, terapeuta per la gestione della rabbia e unico sostegno dell'amatissimo nonno. Non le rimane molto tempo per trovare lei la vera l'anima gemella, e quando sorprende il suo fidanzato e compagno di yoga in una posizione alquanto compromettente, decide di troncare con il fidanzato e di affogare il suo dolore nel lavoro, assumendo, oltre a tutto il resto, un incarico veramente difficile: quello di insegnare l'autocontrollo a un poliziotto eccessivamente manesco con i criminali. E Stone Petty non è certo un tipo facile ed è lontanissimo dagli ideali di armonia e serenità di Arilyn: certo la mascolinità e l'erotismo che emana non la lascia indifferente e chissà che lo yoga non possa essere un buon punto di partenza per ottenere un successo non solo professionale..
Clear your calendar, turn on your voicemail and get cozy on the sofa as
Anya Wylde has decided to dip her toes into the world of contemporary
romance …
Love Muffin and Chai Latte follows the journey of
Tabitha Lee Timmons as she deals with financial stress, loony relatives,
some crooks, an unhappy bride to be, a grumpy old man and two
heartbreakingly handsome men.
È quello che si domanda Amanda, diciotto anni e una vita di insicurezze,
quando decide di rifiutare con ostinazione l’amore di Noah. Noah che è
il suo migliore amico, la sua anima gemella, il suo cavaliere
dall’armatura scintillante. Amanda sa che Noah potrebbe renderla felice,
immensamente felice, ma sa anche che tanta felicità potrebbe non
durare. E perdere Noah le spezzerebbe il cuore. Ecco perché preferisce
rinunciare a lui, e all’illusione di un momento, piuttosto che vivere
con il rimpianto di averlo perso per sempre.
Per molto tempo Amanda e Noah si rincorrono, soffocando la passione che
li divora, gettandosi a capofitto in storie sbagliate e avventure di una
notte. Ma quando un tragico evento sconvolge la vita di Amanda, le cose
cambiano. Costretta a lottare con tutte le proprie forze per
ricominciare, la ragazza capisce che al mondo non esiste dono più
prezioso di ogni singolo istante in cui possiamo respirare, correre,
ridere e… amare. E si rende conto di non avere più nemmeno un secondo da
sprecare.
Perché, a volte, un solo attimo di felicità vale più di una vita intera.
Vada Bergen è la pecora nera della famiglia, ed è anche al verde, quando
decide di trasferirsi a migliaia di chilometri da casa per frequentare
una scuola di specializzazione in belle arti. Con sé porta ciò che ama
di più: la passione per la pittura e la sua migliore amica, Ellis
Carraway, una persona speciale a cui la lega un sentimento struggente e
totalizzante che va oltre l’amicizia. Sembra che niente sia in grado di
separarle, finché un incidente d’auto cambia tutto. Vada ne esce
profondamente segnata, sul piano emotivo e fisico: la sua promettente
carriera artistica è interrotta sul nascere, ed Ellis si allontana,
riluttante a parlare di quella notte. A Vada non resta più niente da
perdere, e quando una giovane coppia di imprenditori le propone un
lavoro come cam girl, lei accetta: deve semplicemente spogliarsi ogni
sera per qualche ora davanti a una webcam, e le «mance» sono assicurate.
Doveva essere solo una perversa fuga dalla realtà, la sua. Poi, però,
con un cliente le cose si fanno serie.Blue è misterioso, seducente e
interessato più alla vita che al corpo di Vada. La aiuta a guarire, e
paga bene, ma la vuole tutta per sé: basta con gli spettacoli hot via
webcam. Per Vada è una decisione facile, perché ha già cominciato a
invaghirsi di lui, e più la situazione si fa bollente, più lei desidera
l’uomo reale dietro la tastiera. Così un giorno gli chiede: Possiamo
incontrarci? Blue accetta, ma a una condizione. E Vada si troverà
costretta ad affrontare i fantasmi del passato e i segreti devastanti a
cui cercava di sfuggire.
Ed eccoci alla fineeee :) Spero che queste letture vi abbiano dato delle idee .. Leggerle o non leggerle sta a voi!