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venerdì 10 gennaio 2020

[Recensione] CARNIVAL ROW - serie TV Fantasy su Prime Video con Orlando Bloom e Cara Delevingne


Oggi il nostro cinefilo impertinente ci parla di CARNIVAL ROW la serie tv fantasy distribuita da Prime Video con protagonisti Orlando Bloom e Cara Delevingne.


Genere: Fantasy, Noir, Drammatico
Ideatore: René Echevarria, Travis Beacham
Musiche: Nathan Barr
Scenografia: Beatrice Brentnerova, Jiri Macke
Effetti speciali: Roman Holub, Miroslav Precechtel, Jan Rejnus, Jirí Vojtech
Produttore: Orlando Bloom, Alex Shevchenko, Gideon Amir
Produttore esecutivo: René Echevarria, Travis Beacham, Paul McGuigan, Guillermo del Toro
Attori: Orlando Bloom, Cara Delevingne, Simon McBurney, Tamzin Merchant, David Gyasi, Andrew Gower, Karla Crome, Arty Froushan, Indira Varma, Jared Harris
Anno: 2019
Paese: USA
Distribuzione: Prime Video


Sinossi: In un mondo popolato da creature fantastiche, dove la convivenza fra esseri umani e fatati è sempre più difficile, una serie di omicidi inizia a sconvolgere la già precaria pace.




Una guerra ha sconvolto la patria delle fate che si sono rifugiate nella città di Bargue, dove una grossa comunità di fatati vive nel quartiere di Carnival Row. Qui la convivenza con gli esseri umani è difficile e costantemente messa a dura prova da continui atti di razzismo ai danni dei non umani. Un ispettore della gendarmeria, Rycroft Philostrate (Orlando Bloom), fa il possibile per svolgere il suo lavoro senza lasciarsi influenzare dalla razza delle vittime dei crimini. Purtroppo però un’inquietante e sanguinosa serie di omicidi inizia a sconvolgere la comunità di fatati.


La trama a mio parere è abbastanza ben curata pur sfociando, soprattutto nelle prime puntate, nel classico cliché dell’eroe senza macchia che si erge a difensore e paladino dei diversi. Non che ci sia niente di male, ma in un contesto così dark come quello del fantasy oscuro, di cui dovrebbe essere ammantata la serie tv, credo che certe scelte siano un po’ fuori luogo. Nonostante ciò la storia inizia a dipanarsi oltre la favoletta e si trasforma in un thriller abbastanza ben curato, con diversi colpi di scena e con una trama non molto scontata. I personaggi sono curiosamente profondi e sfaccettati e, anche se non subiscono particolari evoluzioni caratteriali durante il susseguirsi degli episodi, rimangono però interessanti e in grado di sviluppare nello spettatore una certa dose di empatia. Vorrei poter dire qualcosa di buono anche sui dialoghi, ma in effetti li ho trovati a tratti troppo sdolcinati e a volte un po’ surreali. 


In questi ultimi tempi siamo stati abituati dalle varie piattaforme di streaming a trovare cast di tutto rispetto anche nelle serie tv, tipologia di intrattenimento che fino a qualche anno fa era considerata come “il posto in cui gli attori vanno a morire” . Fortunatamente, i miliardi di dollari che Amazon e Netflix hanno iniziato a pompare in questo settore, hanno aperto le porte anche ad attoroni di un certo calibro. Qui infatti ci ritroviamo un Orlando Bloom eccezionale, l’interpretazione che dà al suo personaggio è molto credibile (nonostante non lo sia troppo la storia), e riesce a trasmettere fino in fondo le emozioni che prova. Un buon lavoro lo fa anche Jared Francis Harris, anche se onestamente non ho mai visto un film in cui fosse carente. Credo però che la vera eroina della serie sia Cara Delevingne, un’interpretazione meravigliosa che riesce davvero a mettere i brividi tanto è realistica. Dalla mimica alla voce, il suo lavoro è eccezionale sotto ogni punto di vista.


Per tirare le somme: la serie tv non è il male, la trama è piacevole, i personaggi sono curati e dialoghi passabili, purtroppo però sono convinto che ogni aspetto avrebbe potuto essere migliore, diciamo che molto spesso a convincere nel proseguire la visualizzazione sono la testardaggine e la curiosità di sapere come si svilupperà l’intreccio.


Considerazione spiccia: Carnival Row possiede tutti gli elementi che accomunano i prodotti fantasy del suo genere, dalle creature fantastiche alla magia, passando da una buona dose di razzismo e perbenismo dei protagonisti. Si potrebbe risolvere il tutto in una eterna lotta fra il bene e il male, fra i puri di cuore e la magia nera. Avrebbe potuto essere un capolavoro se togliendo tutte le parti dark se ne fosse fatta una storia per bambini, oppure se eliminando tutte le parti per bambini se fosse fatto un racconto dark. Per com’è ora, Carnival Row non è né una storia fantastica per pargoli, né un racconto fantasy dark per adulti. Sa soltanto quello che non è.

Voto: 3
L’amichevole GM di quartiere.

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