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venerdì 22 novembre 2019

[Recensione] GOODFELLAS - QUEI BRAVI RAGAZZI


"che io mi ricordi ho sempre voluto fare il gangster"
Con questa frase ha inizio uno dei film più iconici sul mondo della criminalità organizzata italo americana degli anni ’70. 
QUEI BRAVI RAGAZZI è sicuramente un capolavoro indiscusso nel suo genere.

Genere: Thriller - Drammatico
Regia: Martin Scorsese
Soggetto: dal romanzo Il delitto paga bene di Nicholas Pileggi
Sceneggiatura: Nicholas Pileggi, Martin Scorsese
Produttore: Irwin Winkler
Fotografia: Michael Ballhaus
Montaggio: James Y. Kwei, Thelma Schoonmaker
Effetti speciali: Connie Brink
Scenografia: Kristi Zea
Attori: Ray Liotta, Robert De Niro, Joe Pesci, Lorraine Bracco, Paul Sorvino, Frank Sivero, Tony Darrow, Mike Starr, Frank Vincent, Chuck Low, Frank DiLeo, Gina Mastrogiacomo, Catherine Scorsese, Luciano Charles Scorsese, Suzanne Shepherd, Debi Mazar
Anno: 1990
Paese: USA


Sinossi: Henry Hill è un ragazzino che più di ogni altra cosa vuole entrare a far parte della “famiglia”, la sua disponibilità lo porterà ben presto a diventare uno dei collaboratori più ben voluti da quel gruppo di Bravi Ragazzi.




Ho visto Quei Bravi Ragazzi.
Il film racconta la vita di Henry Hill, un ragazzino per metà irlandese e metà italiano, che vive in uno dei quartieri più malfamati di Brooklyn. Henry ha come unico desiderio quello di entrare a far parte di quel gruppo di “bravi ragazzi” che gestiscono il quartiere: la famiglia Lucchese, comandata da Paul Cicero. Inizia così la sua gavetta nel mondo dei furti e del contrabbando, che lo porterà in breve tempo a godere del rispetto e della protezione del boss. Qui a lavorare fianco a fianco col rampante e sempre più famigerato Jimmy Conway, e l’instabile e iracondo Tommy DeVito, verso i quali inizierà a sviluppare un profondo senso di amicizia. Si accorgerà ben presto come la vita del gangster non sia tutta rose e fiori, arrivando a sviluppare la convinzione che tutto, furti e omicidi compresi, sia lecito se in funzione a un guadagno.


La regia del film è ad opera di Scorsese… si, proprio la leggenda vivente dei registi. Curioso come questo paragrafo diventi improvvisamente inutile, che vi sto a raccontare a fare la regia, basta dirvi di chi è l’opera per farvi capire il livello eccelso di cui stiamo parlando.

Sulla trama però due parole vorrei spenderle. Il film è tratto dal libro “Il delitto paga bene” di Nicholas Pileggi, basato sulla storia vera del pentito Henry Hill. Tutta la trama del film è stata scritta a quattro mani proprio da Scorsese e Pileggi, e il risultato è veramente un capolavoro. La storia ovviamente è fantastica, i dialoghi da brividi e ogni volta si ha la sensazione che in effetti non ci sia nulla di così strano nella violenza che i protagonisti esprimono, come se ogni loro nefandezza fosse in effetti giusta e buona. La particolarità che rende grande questo film infatti è che continuamente si ha l’impressione che quelli che stiamo guardando siano veramente dei “bravi ragazzi”.


Ma veniamo agli attori. Questo film ha valso l’oscar come miglior attore non protagonista a Joe Pesci che nel film interpreta Tommy, ma credetemi che anche Ray Liotta e Robert De Niro danno vita a interpretazioni da urlo. Che poi, ma che ne parliamo a fare, bastano i nomi per far capire il livello della recitazione in questa pellicola. Anche se la cosa divertente di questo, come di ogni altro film “datato”, è che fra le comparse capita sempre di beccare qualcuno che in seguito diventerà un volto noto del cinema. In quest’opera ad esempio troverete molti degli attori che entreranno in seguito a far parte del cast dei Soprano.


Quello che però mi affascina sempre molto dei film sui gangster è proprio l’abbigliamento. Come l’eleganza e l’appariscenza fossero indispensabili, nonostante l’occupazione tutt’altro che legale richiedesse invece la necessità di non farsi notare.

Per tirare le somme: sotto ogni punto di vista, questo è un gran bel film. Ovviamente deve piacere il genere, si parla comunque di gangster e di tutto il mondo che gli ruota attorno, ma a differenza dei film sulle bande a cui siamo abituati di recente, dove il sangue scorre a fiumi, i proiettili coprono il sole e le cose esplodono con la sola imposizione dello sguardo, questo film è quello che più rappresenta la vita dei gangster di quell’epoca: ore e ore passate a sollazzarsi in qualche locale, giocando a carte e fumando sigari. Un film lento veramente ben strutturato e lontanissimo dall’azione folle alla quale ormai siamo abituati.


Considerazione spiccia: ho visto questa pellicola per la prima volta una decina di anni fa, ritrovarmelo su Netflix è stata davvero una piacevole sorpresa, lo consiglio caldamente a tutti.

Voto: 5
L’amichevole GM di quartiere.

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