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sabato 19 ottobre 2019

[Recensione] BOHEMIAN RHAPSODY - un racconto che diventa fiaba.


Buon sabato amici.
Oggi il nostro cinefilo impertinente ci parlerà di una pellicola magnifica, BOHEMIAN RHAPSODY, omaggio alla carriera e agli ultimi anni di vita del grandissimo Freddie Mercury, considerato uno dei migliori frontman nella storia della musica.
Un film che è un gioiello non solo per la magica colonna sonora, come era da aspettarsi grazie alle canzoni dei QUEEN, ma anche grazie a un mix perfetto di sceneggiatura, fotografia, costumi e non ultimo la sublime interpretazione di Rami Malek. 


Genere: Biografico - Drammatico - Musicale
Regia: Bryan Singer, Dexter Fletcher (non accreditato)
Soggetto: Anthony McCarten, Peter Morgan
Sceneggiatura: Anthony McCarten
Produttore: Jim Beach, Graham King
Fotografia: Newton Thomas Sigel
Montaggio: John Ottman
Musiche: John Ottman
Scenografia: Aaron Haye
Costumi: Julian Day

Trucco: Charlie Hounslow
Attori: Rami Malek, Lucy Boynton, Gwilym Lee, Ben Hardy, Joseph Mazzello, Aidan Gillen, Tom Hollander, Allen Leech, Mike Myers, Aaron McCusker
Anno: 2018
Paese: USA, Regno Unito
Distribuzione: 20th Century Fox


Sinossi: Bohemian Rhapsody è la storia romanzata della nascita di Freddy Mercury, dei Queen e delle canzoni che hanno segnato un’epoca.




Ho visto Bohemian Rhapsody.
Vorrei iniziare dicendo che apprezzo i Queen, mi piacciono le loro canzoni e le ascolto sempre volentieri, ma non posso considerarmi un fan, sono il classico fruitore della loro musica che li gradisce, ma non li venera. 
Perché vi dico questo? 
Semplice: perché nella mia recensione non voglio sembrare il solito fan sfegatato o il classico hater, quello che vorrei fare è “solamente” parlare del film.

Iniziamo spendendo due parole sulla trama.
La pellicola ovviamente parla della nascita, della vita e del declino di Freddy Mercury e dei Queen, non credo ci sia molto altro da aggiungere, è praticamente storia (anche se un po’ imprecisa e romanzata). 


Quindi direi che possiamo sviscerarlo un po’. 
Come ho detto prima non sono un fan dei Queen, quindi non avevo particolari motivi per guardare il film se non quello di intrattenermi con una buona colonna sonora e magari qualche interpretazione di livello, ma quello che non mi sarei mai aspettato è di rimanerne rapito. 

Fin dalle prime battute è chiaro come il film sia stato curato nei minimi particolari, dai costumi alle scenografie, ogni cosa ricorda i ruggenti anni settanta. La pellicola poi si sposta durante l’arco temporale della loro carriera per arrivare nel 1985 al famosissimo Live Aid e, ogni volta che si fa un balzo temporale in avanti, tutto cambia per essere il più attinente possibile a quel periodo. Un lavoro di ricostruzione grandioso e curato fin nei minimi particolari.


Inutile dire che il lavoro degli attori è stato altrettanto maniacale, un’interpretazione come quella di Rami Malek è qualcosa che si vede raramente al cinema, non posso dire nulla se non che per quei 134 minuti lui ERA Freddy Mercury, l’oscar se l’è meritato tutto! Anche Gwilym Lee (straordinariamente simile a Brian May), Ben Hardy e Joseph Mazzello hanno davvero fatto un lavoro eccezionale, insomma, non credo sinceramente che si sarebbe potuto fare meglio di così. 


Quindi ora che succede? Cosa potrei dire di più che non sia già stato detto?
Questo: vorrei parlarvi di un’emozione.
Quando ho iniziato a guardare il film non avevo particolari aspettative, sapevo ovviamente che aveva fatto incetta di oscar vincendone ben quattro, ma non sono mai stato particolarmente attratto dai biopic (anche se tecnicamente questo non lo è), ma mi sono lasciato convincere a guardarlo e credo che non mi pentirò mai di averlo fatto, perché quello che ho provato è stato magico. 

Il film è davvero incredibile, con un montaggio eccezionale e delle tempistiche da brividi. Ti rapisce, ti segrega, ti smonta a pezzi e ti rimonta sempre tenendoti incollato alla tv. Vedere come sono nate alcune delle canzoni più iconiche della mia giovinezza è stato come fare un viaggio su un treno impazzito dal quale però non volevo scendere. 


Questo film è IL cinema. 
Onestamente non credo che ci siano parole adatte a descrivere veramente quello che si percepisce guardandolo, ma ne esistono per esprimere quello che si prova quando il film finisce: un senso di vuoto attanagliante. 

Vi consiglio assolutamente di guardarlo; prima però andate a fare pipì, perché poi per più di due ore non riuscirete a staccarvi dalla televisione. 

Voto: 5
(ma se avessi potuto sarebbe stato più alto).
L’amichevole GM di quartiere.

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