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sabato 12 ottobre 2019

[Recensione] BIG MOUTH - la seria animata che ci racconta la pubertà da un interessante punto di vista.

Buongiorno amici!
Come ogni sabato eccoci a un nuovo appuntamento con il nostro cinefilo impertinente che oggi ci parlerà di BIG MOUTH, una serie TV animata arrivata alla 3^ stagione e distribuita da Netflix.

Genere: Sitcom - Serie animata
Autore: Nick Kroll, Andrew Goldberg, Mark Levin, Jennifer Flackett
Studio: Titmouse, Inc.
Episodi: 30 (completa) +1 speciale
Durata ep.: 25-46 min
Anno: 2017 – in corso
Paese: USA
Distribuzione: Netflix





Sinossi: Nick e Andrew insieme ai loro amici tredicenni, scoprono i cambiamenti meravigliosi e terrificanti della pubertà, potranno però contare sul supporto dei genitori e dei mostri degli ormoni.



Bentrovati a tutti, oggi vorrei parlarvi di una serie tv animata su Netflix: Big Mouth.
So cosa stanno pensando alcuni di voi “sono troppo grande per guardare i cartoni animati”, “i cartoni animati sono da bambini” o altre idee senza senso. Beh, se anche voi siete di questo avviso sappiate due cose: non si è mai troppo grandi per i cartoni animati e questo, nello specifico, non è proprio adatto ai più piccoli.



Si perché Big Mouth racconta la storia di questi ragazzini tredicenni in piena fase puberale che affrontano i cambiamenti fisici ed emotivi grazie all’aiuto degli insegnanti, degli amici e dei mostri degli ormoni, creature immaginarie (ma nemmeno troppo) che faranno di tutto per spingerli a soddisfare i loro più "perversi" desideri.
Ovviamente perversi per dei bambini di tredici anni, come ad esempio immaginarsi nuda l’amica di famiglia o dare un bacio sulle labbra a una compagna di banco.

La serie in sé affronta in modo molto ironico un aspetto delicato della vita di ognuno, la pubertà: ci ritroveremo a guardare nuovi amori nascere, la scoperta dei primi piaceri sessuali, le prime figuracce e le mortificazioni che si auto infliggono dei ragazzini che credono di essere condannati a una vita di prese in giro se per caso cadono davanti alla classe.



Diciamo che guardare questa serie tv è un po’ come fare un tuffo nel passato quando si controllava scrupolosamente la crescita dei peli, si invidiava un coetaneo perché aveva l’ombra dei baffi o un’amica con il seno più sviluppato, quando si è arrivati a scoprire l’attrazione fisica, gli impulsi sessuali e tutto quel corredo di nuove sensazioni che hanno stravolto per sempre la vita di ognuno di noi.

Trattandosi di una serie animata non posso dirvi nulla sugli attori, ma i personaggi sono sviluppati benissimo, sono profondi, ben caratterizzati e pieni di sfaccettature, durante le stagioni si evolvono tutti quanti attraversano una serie di sotto trame incredibilmente ben curate. Insomma, la trama di questa serie tv è ideata davvero bene, a dimostrazione del fatto che molto spesso i prodotti animati superano di gran lunga i film tradizionali come lavoro di sceneggiatura e cura dei dettagli.



Proverò ad incuriosirvi un po’.
Il protagonista della storia si chiama Nick, un ragazzino molto basso e ossessionato dalla voglia di crescere che malgrado si trova ad avere un migliore amico che invece ha sviluppato molto prima di lui, questo porta Nick a vivere in un perenne complesso di inferiorità che riesce a contrastare solo grazie a Duke, il fantasma di un jazzista che vive nella sua soffitta.

Andrew, il migliore amico di Nick, è un ragazzino ebreo continuamente combattuto fra le sue pulsioni e il rimorso che ne deriva dall’educazione religiosa che ha avuto.



Jessi è amica di entrambi ed è una ragazzina dolcissima nonostante i genitori stiano divorziando, appena però ha il suo primo ciclo il mostro degli ormoni bussa alla sua porta trasformandola in una ragazzina che pur amando la madre le urla contro accusandola di essere la causa del divorzio per poi scappare a piangere a letto ogni volta che discutono.

Direi che ormai vi ho incuriosito abbastanza, non mi rimane che consigliarvi di guardarla assolutamente, e credetemi quando vi dico che vi ritroverete ben presto ad affezionarvi a questi ragazzini imbranati che sotto molti aspetti ci ricordano un po’ come eravamo noi e quanto bello era vivere in quel periodo di scoperte continue.


Voto: 5
L’amichevole GM di quartiere.

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