Ultime recensioni

sabato 6 ottobre 2018

[Recensione] LA NOTTE PIÙ LUNGA - Leylah Attar

Buongiorno amiche impertinenti!

Oggi Maria ci parlerà dell'ultimo romanzo di Leylah Attar, il Romance Contemporaneo LA NOTTE PIÙ LUNGA.

Genere: Romance Contemporaneo
Casa editrice: Newton Compton
Data di Uscita: 8 Agosto 2018
Prezzo: € 9.90 - Ebook € 0.99


Sinossi: Una volta, in Africa, ho baciato un re…
«E così, in un vecchio fienile rosso ai piedi del monte Kilimanjaro, ho scoperto la magia inafferrabile che avevo intravisto solo tra le pagine di grandi storie d'amore. Fluttuava intorno a me come una farfalla appena nata e si stabilì in un angolo del mio cuore. Ho trattenuto il fiato, ho avuto paura di respirare per paura che scivolasse fuori e la perdessi per sempre.»

Quando una bomba esplode in un centro commerciale dell’Africa orientale, le tragiche conseguenze delle scosse di assestamento provocano l’incontro di due estranei in un percorso per il quale nessuno dei due sa di essere destinato. Jack Warden, un coltivatore di caffè divorziato in Tanzania, perde la sua unica figlia. A un oceano di distanza, nella campagna inglese, Rodel Emerson riceve una telefonata che le comunica la morte di sua sorella. Sconvolta, prende un aereo nella speranza di un po’ di pace. Due persone comuni, legate da un evento tragico, sono in cammino per ritrovare sé stesse. Li aspetta un’avventura nelle immense pianure di Serengeti, durante la quale il destino di tre bambini si lega indissolubilmente al loro. Ma nonostante le avversità, un’altra sfida si profila all’orizzonte: possono sopravvivere a un’altra perdita, questa volta quella di un amore che è destinato a scivolare tra le loro dita, come le nebbie che svaniscono alla luce del sole?

«A volte ci si imbatte in una storia dai colori dell’arcobaleno, che ci attraversa il cuore. Potremmo non essere in grado di afferrarne o mantenerne il significato, ma non saremo mai dispiaciuti per il colore e la magia che ha portato nella nostra anima.»




Il bene e il male. Il buio e la luce. L’odio e l’amore. La morte e la vita.
Tutto questo è racchiuso in quest’ultimo romanzo di Leylah Attar, pubblicato in Italia grazie alla Newton.
Devo dire che dopo aver amato SENZA NESSUN SEGRETO, avevo aspettative alquanto alte per questa nuova storia. Non sono rimasta delusa, non del tutto almeno.
LA NOTTE PIÙ LUNGA non è un semplice romanzo. È un viaggio, un’esperienza di vita con lo sfondo del paesaggio africano a incorniciare ogni scena, ogni momento. Ed è facile, grazie alla bravura di quest’autrice, immaginarsi proprio lì, ai piedi del Kilimangiaro, o lungo il deserto della Tanzania tra i rinoceronti, magari guardando le stelle piuttosto che perdersi tra le mille sfumature di un’alba nel deserto.

L’ambientazione è sicuramente il punto forte di questo libro, le descrizioni rapiscono e catturano facilitando il volo della fantasia.
La storia è forte, con due protagonisti di tutto rispetto, Jack e Rodel, con i quali è impossibile non entrare in empatia.
Entrambi hanno perso qualcuno che amavano, entrambi sono frenati dalla paura di lasciarsi andare e far sì che la vita continui, oltre il dolore, oltre quel senso di perdita che niente e nessuno potrà mai colmare.
Insieme si avventurano in una missione, un’esperienza che li porterà a guardarsi dentro e che inevitabilmente li legherà nonostante le resistenze e il quasi “dovere” verso sé stessi di non lasciarsi andare per non soffrire ancora, non dopo tutto quello che hanno vissuto.

«Tutti vogliamo la magia, Rodel. Vogliamo svegliarci ricchi. O in salute. O belli. Vogliamo far rimanere con noi la persona che amiamo, che viva con noi, che muoia con noi. Vogliamo quella casa, quel lavoro, quella promozione. E quindi creiamo miti, li viviamo, ci crediamo. Finché arriva qualcosa di meglio, qualcosa che ci si addice di più»

Jack è di sicuro quello più segnato tra i due. Ha perso una figlia e il senso di colpa per non essere riuscito a salvarla lo logora e lo tormenta. Jack ormai non vive più e per questo non vuole e non può lasciarsi andare alla passione che gli brucia dentro.
Rodel, invece, è diversa. Il suo dolore c’è, è palpabile, ma in lei arde ancora la fiamma della vita, la necessità di emozionarsi ancora e il bisogno di lasciarsi andare, di seguire l’istinto come forse non ha mai fatto in tutta la sua esistenza.


Arretrai, gli occhi ancora chiusi, sapendo che avevo appena rubato un momento epico. Un giorno, quando mi sarei guardata indietro, avrei sorriso nel bel mezzo della strada e nessuno avrebbe saputo la ragione, perché era una cosa solo mia, così che potessi dire a me stessa:
“Una volta, in Africa, ho baciato un re …”

Ed è lei, Rodel, a crederci. È lei che, nonostante il rifiuto iniziale di Jack, continua ad andare incontro ai sentimenti che prova per lui, spianando loro la strada senza nemmeno rendersene conto. Lei che riesce ad aprire una crepa nel muro che l’uomo si è costruito.

«Ricorderò una strana e bellissima ragazza che ha una passione per i vecchi libri e zucchera molto il suo caffè, che si è infilata sotto il mio porticato in una giornata rigida e mi ha insegnato a vedere i colori. Una ladra con un’aura arcobaleno che, quando se n’è andata, mi ha rubato il cuore. E se ne avessi un altro, le darei anche quello»

Per un po’, ebbi l’impressione che il tempo si fosse fermato per sempre. Le stelle danzarono nel cielo, le galassie volteggiarono e noi restammo seduti immobili, sospesi, con il timore di distruggere quella magia. Era quel tipo di magia che si raggiunge soltanto dopo una vita intera, quella che ti regala qualcosa di così perfetto che ti fa smettere di cercare e ti spinge a dire: “Sì, è questo. So che è così. Sento che è così. Ho udito i suoi passi riecheggiare nel labirinto della mia anima.”

L’epilogo, poi, è da cardiopalma, cosa rara, rarissima, soprattutto in un romance.

Lo stile della Attar è sublime, ha un’eleganza nello scrivere che sfiora il poetico senza appesantire la lettura; le sue parole appassionano, estasiando gli occhi e la mente di chi legge. In questo romanzo non si smentisce, anzi, conferma il fatto di essere una grande autrice della quale, spero vivamente, vedremo presto pubblicare altre opere.
Unica pecca, perché ormai l’avete capito che sono puntigliosa quando esprimo un parere su un libro, è l’aver sacrificato il pathos in favore dell’aspetto descrittivo, questo almeno per il mio gusto personale. Avrei preferito un po’ di suspense in più, anche perché la trama lo permetteva.
A parte questo, romanzo straconsigliato.


Nessun commento:

Posta un commento