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venerdì 28 settembre 2018

[Recensione] CELESTIALE - Rebecca Quasi

Impertinenti, 
con questa recensione diamo ufficialmente il benvenuto alla nostra nuova collaboratrice ALIENA!
Ecco a voi una recensione super di CELESTIALE DI REBECCA QUASI

Genere: Narrativa - Rosa
Casa editrice: Self Publishing
Data di Uscita: Aprile 2018
Prezzo: Ebook € 0.99

Sinossi: Un uomo comune, una donna particolare.
“E perché non ti piace il sesso?” A Giorgio sembrava di essere Socrate che interrogava i discepoli.
“È troppo umido.”
Quel che restava del ghiacciolo di Giorgio si staccò dallo stecchino e si abbatté al suolo.
C'erano mille modi con cui Giorgio avrebbe potuto reagire, e tra questi c'era anche scoppiare a ridere, ma si trattenne e optò per continuare a fare il Socrate curioso.
“Umido? In che senso?” domandò.
“Sperma, fluidi vaginali, sudore, saliva...”
“Ah in quel senso.”
Rimanere seri stava diventando un’impresa.
“A me tutto quel bagnato non piace molto” precisò Agata.
“Pare però che tutto quel bagnato sia fondamentale per la buona riuscita della ehm… faccenda. Almeno, così ho sentito dire.”
“Come sarebbe che hai sentito dire? Hai un figlio, lo saprai per certo, no?”
“Era per dare autorevolezza all'informazione. Sono abbastanza sicuro che un buon tasso di umidità sia indispensabile.”
Agata sembrava perplessa.
Aveva sperato che Giorgio la pensasse come lei. Non che avesse intervistato molta gente sull'argomento, ma aveva la sensazione che agli altri tutta l'umidità coinvolta nel sesso piacesse parecchio. Insomma, tanto per cambiare, quella strana era lei.
Anche il ghiacciolo di Agata era finito, Giorgio le sfilò di mano lo stecchino senza sfiorarle nemmeno le dita e li posò uno sopra l'altro sul bracciolo del dondolo.
“Visto che siamo in vena di confidenze” proseguì lui, “sei per caso vergine?”
“Ma no!” esclamò lei, scandalizzata. “Ho trentadue anni!”
“Non sarebbe mica un crimine.”
“L'ho già fatto tre volte…” Il tono un po' spavaldo era decisamente fuori luogo, ma tutta Agata era così, per cui non c'era niente di nuovo.
“Addirittura tre!” Colpo di tosse. Ridere stava diventando un bisogno impellente.
“...e con tre uomini diversi. È stato appiccicoso e molliccio. Conclusione: non fa per me.”
“Il molliccio non mi torna.”
Giorgio s'era messo due dita negli occhi per resistere.
“Sai quando sei lì... e l'altro trema...”
“Mh...”
“Non è molliccio?”
“Dipende.”
“Comunque, immagino sia soggettivo” concluse Agata.
“Sì. Decisamente soggettivo” confermò Giorgio.

Giorgio, 44 anni, di mestiere fa l'agronomo ed è divorziato.
L’estate che incombe su Torino gli porta una grossa preoccupazione: dovrà trascorrere due mesi con il figlio Emanuele, un adolescente affetto da una leggera forma di autismo.
Un pomeriggio, quando le cose si complicano, nella mansarda sopra il loro appartamento arriva Agata, una modella con una personalità “particolare” e le certezze di Giorgio vanno a farsi un giro.


Sinossi:
Un uomo comune, una donna particolare. 

Tutto qui, questo romanzo, presente su tutti gli store on-line, ha come sinossi questa frase e una citazione, molto bella, che “acchiappa” (la riportiamo in fondo) e infatti l’ho comprato subito, complice anche il prezzo (0,99)… meno del valore di un caffè che in cinque minuti è finito!

E qui, da vera Impertinente, signora Quasi, se mi sta leggendo, le dico: ci butti su un altro paio di euro che pure sarebbe un prezzo scandalosamente basso per il romanzo che è!

Tornando a noi, come dicevo, l’ho iniziato a scatola chiusa con l’unica certezza che la citazione era divertente e una persona di cui mi fido molto l’aveva apprezzato.
Fin dalle prime righe mi sono accorta che sarebbe stato un romanzo “diverso”.

La “diversità” infatti è il tema centrale, il cuore, l’essenza stessa della storia, al di là della vicenda d’amore.

Senza svelarvi troppo che posso dirvi… il protagonista è un padre, Giorgio 44 anni, e lei è Agata, una modella di dieci anni in meno. Giorgio è molto ben conservato per la sua età, ma ha una routine pesante nella sua quotidianità: un figlio autistico, che ama incondizionatamente, ma non capisce. 
Agata, anagraficamente parlando, è abbastanza più giovane, ma sentimentalmente parlando è come una suora settantenne… del loro incontro e di come i loro universi paralleli arrivino a fondersi, dovete leggerlo.

Lo stile della Quasi è un misto di essenzialità e humor. Il romanzo è narrato su due piani, da una parte il vissuto in prima persona di Giorgio, come una sorta di autonarrazione, una specie di diario in presa diretta, e nell’altro, in terza persona soggettiva, c’è la narrazione vera e propria della vicenda.

Devo dire, che come uomo, l’autrice convince parecchio, e Agata, vista con gli occhi di Giorgio, è davvero un personaggio bellissimo, complesso e disarmante al tempo stesso. E poi c’è il tema dell’autismo, trattato con competenza e sensibilità, tanto che mi sono chiesta fin da subito se l’autrice ne avesse esperienza diretta.

Spulciando su internet ho captato che sì, è così: sa di quello che parla e questo, a posteriori, me l’ha fatta apprezzare di più perché quando un libro mi spinge a riflettere su situazioni che non conosco, è la classica ciliegina sulla torta.

A chi può piacere questo romanzo? 
A quelle lettrici un po’ stanche dei clichè, magari in “pausa” tra una serie e l‘altra o al termine di una “compulsione” e prima che ne inizi un’altra, insomma quando siete lì che avete voglia di leggere qualcosa di… “diverso”… che magari vi lasci anche un bel retrogusto dolce che vi fa sperare che il mondo è un bel posto abitato da brave persone e che non è vero che quello che è scritto nei romanzi rosa sono tutte cavolate, le cose belle possono accadere perché la realtà supera sempre la fantasia!

E, non mancate di dirci se siete d’accordo con la recensione!
Bye Bye alla prossima


“E perché non ti piace il sesso?” A Giorgio sembrava di essere Socrate che interrogava i discepoli.
“È troppo umido.”
Quel che restava del ghiacciolo di Giorgio si staccò dallo stecchino e si abbatté al suolo.
C'erano mille modi con cui Giorgio avrebbe potuto reagire, e tra questi c'era anche scoppiare a ridere, ma si trattenne e optò per continuare a fare il Socrate curioso.
“Umido? In che senso?” domandò.
“Sperma, fluidi vaginali, sudore, saliva...”
“Ah in quel senso.”
Rimanere seri stava diventando un’impresa.
“A me tutto quel bagnato non piace molto” precisò Agata.
“Pare però che tutto quel bagnato sia fondamentale per la buona riuscita della ehm… faccenda. Almeno, così ho sentito dire.”
“Come sarebbe che hai sentito dire? Hai un figlio, lo saprai per certo, no?”
“Era per dare autorevolezza all'informazione. Sono abbastanza sicuro che un buon tasso di umidità sia indispensabile.”
Agata sembrava perplessa.
Aveva sperato che Giorgio la pensasse come lei. Non che avesse intervistato molta gente sull'argomento, ma aveva la sensazione che agli altri tutta l'umidità coinvolta nel sesso piacesse parecchio. Insomma, tanto per cambiare, quella strana era lei.
Anche il ghiacciolo di Agata era finito, Giorgio le sfilò di mano lo stecchino senza sfiorarle nemmeno le dita e li posò uno sopra l'altro sul bracciolo del dondolo.
“Visto che siamo in vena di confidenze” proseguì lui, “sei per caso vergine?”
“Ma no!” esclamò lei, scandalizzata. “Ho trentadue anni!”
“Non sarebbe mica un crimine.”
“L'ho già fatto tre volte…” Il tono un po' spavaldo era decisamente fuori luogo, ma tutta Agata era così, per cui non c'era niente di nuovo.
“Addirittura tre!” Colpo di tosse. Ridere stava diventando un bisogno impellente.
“...e con tre uomini diversi. È stato appiccicoso e molliccio. Conclusione: non fa per me.”
“Il molliccio non mi torna.”
Giorgio s'era messo due dita negli occhi per resistere.
“Sai quando sei lì... e l'altro trema...”
“Mh...”
“Non è molliccio?”
“Dipende.”
“Comunque, immagino sia soggettivo” concluse Agata.
“Sì. Decisamente soggettivo” confermò Giorgio.

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