venerdì 4 maggio 2018

[Recensione] BATTITO OSCURO - Antonietta Mirra

Oggi Martina ci parla di BATTITO OSCURO, un Romantic Suspense pubblicato da Antonietta Mirra.

Genere: Romantic Suspense
Casa editrice: Self Publishing
Data di Uscita: 4 Aprile 2018
Prezzo: € 9.00 - Ebook € 2.99


Sinossi: Cassandra ha diciannove anni e vive in una clinica per pazienti affetti da disturbi psicologici. Il passato la tormenta, l’ombra degli abusi subiti da adolescente non le permette di sentirsi libera.La sua esistenza è stata solo un lento espiare un peccato che le hanno cucito addosso. 
Il peccato di essere viva. 
Fino a quando non è arrivato lui. 
E tutto il dolore è diventato polvere.
Tristan è appena uscito di prigione. È un uomo dal passato scomodo, privo di scrupoli e di morale. L’unico suo desiderio è ricominciare a vivere. Ed è disposto a tutto per farlo. 
La sua vita è stata una maledetta discesa all’inferno. 
Fino a quando non è arrivata lei. 
E tutta la rabbia è diventata cenere.
Lei è fragile, pura, innocente.
Lui è cupo, crudele, colpevole.
Chi mente?
Due anime oscure, spezzate, ferite dalla vita.
Lei per condanna.
Lui per scelta.
Insieme ripuliranno le loro anime.
O le oscureranno per sempre.

“L’attrazione che esisteva tra di noi, 
il fuoco che bruciava le nostre anime e che usava i nostri corpi per saziarsi. 
Quel fuoco non ci avrebbe salvato, né distrutto.
Quel fuoco ci avrebbe consumato.
Perché l’amore non salva.
L’amore non distrugge.
L’amore consuma.”


La storia narrata in BATTITO OSCURO è intensa, particolare e allo stesso tempo già nota. Tristan è un ex galeotto, ex killer professionista, che esce di galera e inizia a lavorare nella clinica psichiatrica della sorella Ellen.
Cassandra ha diciannove anni e un passato di abusi e soprusi alle spalle. E’ giovane, fragile e ingenua.

Due anime tormentate che si incontrano,  si conoscono,  si desiderano, si vogliono.
Il protagonista maschile sembra il classico cliché dell’uomo dannato, ma è quello che ho amato di più fra i due. Perché vuole cambiare, vuole lasciare quel suo oscuro passato alle spalle, anche se lui stesso pensa sia impossibile. E questa sua lotta personale la si respira e percepisce di continuo.

Cassandra è stata per tutto il tempo un punto di domanda. Fino alla fine l’ho compresa davvero poco. Un momento insicura e vittima di un passato degno di un film horror, e l’attimo dopo una leonessa che riesce a graffiare con i suoi artigli.
Questo è stato il grande merito della Mirra, aver creato un personaggio femminile talmente ambivalente e contradditorio che il bandolo della matassa lo si scopre solo nel finale. E credetemi è  così intenso e scioccante che merita davvero.

Per molti potrebbe essere scontato e banale, ma credo che il nocciolo sia che dal passato sia molto difficile scappare perché ci rende ciò che siamo. Da esso si può imparare, come fa Tristan, o diventare un ossessione da cui si fa fatica a scappare, come succede a Cassandra.

Il viaggio in cui l’autrice ci conduce è degno di essere vissuto. I personaggi di questa storia sono a loro modo tutti particolari e la storia fra i due protagonisti è l’incontro fra due anime fragili che hanno solo bisogno di trovare qualcuno che li tenga per mano e che faccia loro capire che la vita può essere bella e degna di essere vissuta.
Ellen è sinceramente quella che più mi ha colpita per la particolarità e per le sue debolezze nascoste dalla maschera di professionista ligia al lavoro. È lei in realtà il motore di tutta la vicenda e nonostante tutto non sono riuscita a odiarla.

Questa era la prima volta che leggevo qualcosa di questa autrice e sono stata felice di averlo fatto. Lo stile di scrittura è fluido e ti immedesimi nella vicenda. La cosa che più mi è piaciuta è stata la caratterizzazione dei personaggi che te li fa vivere a trecentosessanta gradi, a volte ti arrabbi e piangi con loro, altre sorridi, e altre ancora ti emozioni e il cuore ti palpita forte.



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