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venerdì 30 marzo 2018

[Recensione] NOWHERE GIRLS - Amy Reed

Alessia ci parla di un romanzo Young Adult che l'ha davvero colpita. Uno di quei libri che fanno riflettere, tanto, grazie anche alla loro semplicità. 
Ecco a voi la recensione di Nowhere girl di Amy Reed!

Genere: Young Adult
Casa editrice: Piemme
Data di Uscita: Febbraio 2018
Prezzo: € 17.00

Sinossi: Chi sono le Nowhere Girls? Sono tutte le ragazze, ma per cominciare sono in tre: Grace, tenera e impacciata, è nuova in città, dove si è dovuta trasferire a causa dei pregiudizi nei confronti della madre; Rosina, lesbica e punk, sogna di diventare una rockstar, ma è costretta a lavorare nel ristorante messicano di famiglia; ed Erin, un'asperger con due fissazioni, Star Trek e la biologia marina, vorrebbe assomigliare a un androide ed essere in grado di neutralizzare le emozioni. In seguito a un episodio di stupro rimasto impunito, le tre amiche danno vita a un gruppo anonimo di ragazze per combattere il sessismo nella scuola. Le Nowhere Girls.



“Avranno mai pensato che forse, se dicono sempre di no, i maschi la smetteranno di considerare il no come una risposta?”

Ci sono diverse frasi che mi hanno colpito all'interno di questo romanzo, diverse frasi che è necessario sottolineare e, soprattutto, su cui è necessario riflettere.

Amy Reed parla di stupro senza mezzi termini. Parla di violenza contro le ragazze all'interno dell'ambiente scolastico. Parla di come sia vero e tangibile il pensiero maschilista.

Le protagoniste sono tre ragazze diverse tra loro: Erin, Rosina e Grace. Ma c'è anche un NOI. Sì, alcuni capitoli portano proprio questo titolo: Noi.
Tutto inizia con la notizia di uno stupro denunciato, ma non condannato. E se la scuola ha deciso che è stato tutto un falso allarme, per la nuova allieva, Grace, invece non è così. Coinvolge le altre due outsider fondando il gruppo delle Nowhere Girls per riuscire a proteggere le studentesse dal maschilismo e sessismo dei compagni.

Ora, la scrittrice ci mostra quello che potrebbe succedere se tutte le ragazze si alleassero le une con le altre contro il comune nemico: la violenza.
E non si parla solo di violenza fisica, ma anche di quella verbale, non verbale, di quegli occhi che ti strisciano addosso trattandoti da oggetto e non da persona. Tutte contro quella violenza perpetrata da chi crede di poter far commenti su di te come se fossi una macchina, un fazzoletto, qualcosa da guardare a proprio piacimento.
Una violenza insita negli uomini, ma anche nelle donne. Sì, perché dobbiamo essere sincere: il pensiero maschilista è insito anche in noi donne. Quante volte abbiamo sentito voci che davano della poco di buono, quante volte è stato insinuato che una donna deve per forza darsi a qualcuno per avere una promozione sul lavoro, quante volte ci è arrivato all'orecchio che se non voleva essere violentata non si sarebbe dovuta vestire in quel modo così provocante?
Le voci erano sì maschili, ma anche femminili.
E quante volte abbiamo fatto finta di non vedere quegli occhi che si soffermano in posti in cui non dovrebbero? Quante volte abbiamo pensato che forse la camicetta che stavamo indossando era troppo provocante, quindi meglio cambiare? Quante volte abbiamo dovuto ignorare quella mano sul sedere?
Una volta ho sentito dire ad una ragazza che la palpata sul sedere è normale in discoteca.
No. Non è vero. Perché un estraneo non può prendersi la libertà di toccarmi se non sono io a volerlo.
Un no è un no. Non forse. Non no, però... È no. Punto e basta.

E' questo che, secondo me, vuole far capire la Reed. E il messaggio arriva, forte e chiaro. Ma come non c'è solo bianco o nero nel mondo, così le vittime sono anche carnefici e viceversa, e i maschi non sono solo cattivi, ma esistono anche quelli buoni, quelli bravi.
Ma soprattutto, vuole trasmettere il messaggio che insieme siamo più forti. Non siamo sole in questa battaglia. Anche la persona che può sembrare lontana anni luce da noi in realtà si può rivelare la più preziosa alleata.

La cultura dello stupro esiste e non si può cancellare facendo finta che non sia così.
Per questo per me il libro merita il massimo delle stelle. Lo stile è semplice, sì, ma è il messaggio che trasmette a essere veramente importante.

È un libro che dovrebbero leggere tutti, anche solo per capire che non siamo soli. Nessuno di noi è solo e non si deve far finta di nulla.

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