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sabato 31 marzo 2018

[Recensione] THE CONTRACTOR - Daniela Volonté

La nostra Maria non è stata colpita fino in fondo dall'ultimo romanzo della Volonté. Venite a leggere perché e, soprattutto, fateci sapere se a voi è piaciuto! 
Ecco a voi la recensione di The contractor di Daniela Volonté!

Genere: Romanzo Contemporaneo
Casa editrice: Self Publishing
Data di Uscita: Febbraio 2018
Prezzo: € 0.99

Sinossi: Mi chiamo Dimitri Petrov e sono nato a Mosca trentacinque anni fa. 
Mi piace fumare, l’alcol e le donne. E non necessariamente in quest’ordine.
Non faccio parte né dei buoni né dei cattivi, sono un contractor e vado dove mi pagano meglio. Programmo ogni minimo aspetto della vita dei miei clienti, perché ne va della loro sicurezza e anche della mia. 
Ma non avevo programmato che avrei voluto proprio lei. 
La prima volta che l’ho vista era vestita di nero ed elargiva strette di mano a tutti. 
L’ho desiderata da subito. 
So tutto di lei. 
Lei non sa nulla di me. Né il mio nome, né della mia esistenza.
Ero destinato a non rivederla mai più, invece le nostre strade si sono incrociate più volte negli ultimi mesi. 
L’ho voluta sempre di più, finché non ho scelto di allontanarmi da lei, perché è l’unica donna che non posso avere. Ed è anche l’unica che mi vede per quello che realmente sono, per questo non ha mai smesso di cercarmi. 
Rinuncerei a tutto pur di rivivere quell’unico bacio che ci siamo dati, ma non posso, perché lei non sarà mai mia.

Quando ho letto la trama di questo romanzo, mi sono subito fiondata su internet per comprarlo. 

Vado pazza per le storie difficili, per quegli amori che sembrano impossibili, che lottano con le unghie e con i denti per arrivare al lieto fine. E così, pagina dopo pagina, ho maturato la mia “prima volta” con questa autrice italiana. È stata un’esperienza positiva, ma non esaltante per puro de gustibus.

La storia d’amore tra Dimitri e Angelica è una storia proibita. Una di quelle che potrebbe far storcere il naso o far gridare allo scandalo, anche a persone che hanno una mente aperta e priva di pregiudizi.

«Devo starti lontano …», sussurra. A quelle parole il mio cuore grida e strepita, perché non vuole che lui si allontani. E alla fine si spezza, perché sa che non potrà essere diversamente. «Eppure non ci riesco. Dimmi come toglierti dalla mia testa». Appoggia la fronte alla mia e mi accarezza i capelli all’indietro. «Non voglio che tu lo faccia» ribatto immediatamente, spinta dalla forza della disperazione.

Fin dal loro primo incontro tra i due protagonisti scocca una scintilla che non riescono a spegnere, una fiamma che, lentamente, divampa nel fuoco della passione.

Non lo lascio finire di parlare. Mi alzo in punta di piedi e le mie labbra sono già sulle sue. Mi prendo quel bacio che ho sognato da quando mi sono resa conto di provare qualcosa per quest’uomo. Da quando ho capito che valeva la pena di correre dei rischi per lui. Di andare contro il mondo intero. E se fino a pochi mesi fa mi davo della sciocca romantica, adesso, dopo tutto quello che ho vissuto nelle ultime sei settimane, la paura di perderlo, l’angoscia di non sapere il suo destino … ho preso la mia decisione. Ho scelto di vivere la mia vita come più mi rende felice.

Ma è una felicità che deve superare diversi ostacoli e, soprattutto, la madre di Dimitri. Olga è una donna superficiale, una persona che ambisce solo alla ricchezza e che non riesce a mostrare amore nemmeno per il proprio figlio. Un rapporto inesistente il loro. Un affetto mancato che ha condizionato tutta la vita di Dimitri, al punto da farlo sentire invisibile e che si svilupperà nel peggiore dei modi.
La trama fila pulita, gli eventi si susseguono in modo lineare e il finale arriva con un colpo di scena che rende giustizia alle sofferenze dei due protagonisti. Bello l’epilogo, è stata la parte che ho preferito in assoluto.

Voi direte: ma allora cosa non ti è piaciuto? E io vi rispondo che in realtà non c’è niente che non mi sia piaciuto. Allo stesso tempo non c’è stato nemmeno
niente che mi abbia coinvolto al punto da togliermi il respiro o farmi battere il cuore. Non ho sentito sulla pelle quel senso del proibito, quell'alto tasso di passione che, invece, mi sarei aspettata quando ho letto la trama. Voi che, come me, siete lettori accaniti, sapete bene che il momento che sta vivendo il lettore quando apre un nuovo romanzo è importante per il giudizio finale verso quel libro. Beh, quando ho iniziato The contractor, avevo appena chiuso un romanzo che mi aveva altamente coinvolta, uno di quelli su cui rimuginare per due, tre giorni di seguito (sapete cosa intendo, vero?). Quindi credo che questo abbia influito sull'entusiasmo della lettura.

Ci sono sicuramente degli aspetti che non hanno catturato la mia attenzione, ma questo è per puro gusto personale. Un esempio: il protagonista maschile e la sua metamorfosi. Da uomo che non deve chiedere mai… a occhioni a cuore, con frasi nei dialoghi che ho trovato troppo sdolcinate, se rapportate alla sua caratterizzazione iniziale. Un altro esempio: la staticità con cui vengono esposti i fatti. Tutto in equilibrio ma con poca verve.

Consiglio questo romanzo? Certo che sì, soprattutto a chi già conosce la Volonté, ma anche a chi, come me, non ha mai letto nulla di suo, perché, nonostante perplessità personali, resta una lettura piacevole.


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