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martedì 11 ottobre 2016

[Recensione] ADAM - Giovanna Roma


Potere delle arachidi a me!!! L’interpretazione di questa esclamazione la lascio a chi leggerà il romanzo ADAM, il primo della serie Deceptive Hunters, opera di Giovanna Roma.

Genere: Dark romance
Casa editrice: Self publishing
Serie: Deceptive Hunters # 1
Pagine: 192
Data di Uscita: 18 agosto 2016
Prezzo: Ebook € 2,99

Sinossi: Ho sempre saputo come sarebbe stata la mia vita.
La mia storia è stata scritta da qualcun altro e non è certo una trama felice.
Solo. Letale. Killer.
Circondata dalla feccia della società. Dipendente. Vuota.
Niente legami. Fuori dal lavoro non esiste una vita vera per me.
Soltanto il baratro.
Tutti si proclamano innocenti, finché il mio proiettile non decide per loro.
Io vedo cosa nascondono dietro la maschera. Li scopro animali.
Poi qualcuno si mette in mezzo e complica le cose.
Qualcuno mi ha urlato in faccia e sono stata costretta ad affrontare i mostri nella mia testa.
Inizia la caccia.
Inizio la fuga.
Ora un bivio cambierà per sempre ciò che sono.
Ora tutto sarà diverso. Finalmente sarò solo io e nessun’altra.


Adam è un dark romance che ho trovato dark nell’esasperazione delle etichette del genere, tipo violenza e sesso sporco, e con un romance tiepido. La protagonista 21enne già afflitta che con Adam segna un’altra tacca sulla sua mancanza di spina dorsale non mi piace.

Lui è il tipico personaggio glaciale, maschio alfa che è freddo più di un inverno gelido. È un killer quindi bene, elemento antropomorfo riuscito! Non vuole stare con la sua ragazza, vuole che lei sia sua per sedare un tormento interiore, un suo bisogno. Ci siamo che questo tipo di relazione è tipica dark ma per una lettrice di romanzi del genere come me questa storia non mi ha toccato, non mi ha fatto sussultare.  La mia aura era tanto fredda quanto quella del suo killer. Forse sto diventando meno dark di sempre???

I pov alternati ci permettono di conoscere i punti di vista di entrambi. Elettrocardiogramma piatto! Il gioco che ne esce fuori è che lui usa lei perché calato nel suo ruolo dark ma lei che si lascia usare, non mi convince. Avrei voluto leggere di opposizioni di menti, di giochi crudeli ma avvincenti, giochi da farti desiderare di essere io la protagonista, ma niente. Ho dichiarato di amare i tipi tosti ma Adam non ha risvegliato la dark che è in me. La mia psicologia è rimasta dormiente.
Niente da dire sulla scrittura della signora Roma che invece è chiara e lineare. È solo il contenuto che mi lascia senza parole.
 
Penso che per leggere un romanzo dark ci debba essere anche propensione di animo. Lo rileggerò un giorno in cui mi sentirò altrettanto dark. Dopo, forse, potrei anche uniformarmi (e capire) alle rece positive che leggo in ogni dove.









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