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venerdì 9 settembre 2016

[Recensione] IL LADRO DI RICORDI - Tiffany Reisz


Non me ne importa niente di dare 5 bacchette, 5 stelle, 5 regali, 5 soli o 5 brioches ripiene di nutella. Il romanzo di Tiffany Reisz IL LADRO DI RICORDI è semplicemente perfetto. 

Genere: Contemporary romance
Casa editrice: Harper Collins Italia 
Pagine: 379
Data di Uscita: 7 luglio 2016
Prezzo: € 12.67 Cartaceo; € 6.99 Ebook

Sinossi: Come è possibile che una sola bottiglia di buon whisky possa racchiudere in sé tante questioni irrisolte e vicende passate che hanno ancora un enorme impatto sul presente? Paris, ultima discendente della potente famiglia Maddox, se lo è chiesto parecchie volte e ora che finalmente è riuscita a mettere le mani su quell'unica bottiglia con il nastro rosso al collo potrà forse darsi una risposta e proseguire con la sua vita. Ma Cooper McQueen, l'uomo a cui appartiene di diritto la bottiglia e che ha pagato ben un milione di dollari per ottenerla, non è disposto a rinunciarvi senza ottenere qualcosa in cambio. Paris avrà ciò che vuole a patto che gli riveli le oscure gelosie e i reconditi segreti dei più importanti produttori di whisky, che hanno fatto delle vendette, degli incesti, dei tradimenti un proprio singolare stile di vita. Lui insomma vuole conoscere tutta la storia dei Maddox, produttori di quella preziosa bottiglia di whisky. E se questo vuol dire portare alla luce scomode verità, forse è giunto il momento.



Chi vive nel ricordo della Reisz legato alla serie PECCATO ORIGINALE dovrà resettarlo. Questo romanzo autoconclusivo ha un inizio e una fine, fa un viaggio tra passato e presente, narra la vita di molteplici personaggi ma non condivide nulla con il morboso rapporto tra il prete e la sua ‘pecorella smarrita’.

Il romanzo crea due spazi temporali: il presente e il passato. Il presente abbraccia un arco temporale di meno di 24 ore mentre il passato abbraccia più di un secolo. L’anello d’unione? Il bourbon. Sì, una bevanda alcolica che ha creato un impero ma ha distrutto una dinastia perché ha violato le leggi del rispetto dell’essere umano. Lo stesso errore si è perpetrato negli anni fino alla totale implosione.

La narrazione moderna ha come protagonisti Paris e Cooper. Alle parole di Paris è affidata la narrazione delle peripezie della famiglia Maddox, fondatrice di una pregiata e famosa marca di bourbon. Paris racconta ad un incredulo Cooper, collezionista di bottiglie di bourbon, le vicende, gli stratagemmi, le ripicche, i dolori e le poche gioie che hanno accompagnato generazioni di famiglie fino ad arrivare agli ultimi superstiti, Tamara e Levi, ereditiera dell’impero e stalliere, giovane adolescente e trentenne, donna e uomo, ma anche altro.

La bramosia, il sesso, il piacere sono stati le passioni dominanti nella vita dei maschi Maddox: quello che volevano quello si faceva e raggiungere lo scopo comportava compiere qualsiasi, e sottolineo qualsiasi, azione perché la loro volontà era legge. Retaggio di un passato di differenze tra bianchi e neri, tra ricchi e poveri, Tamara e Levi sono la coppia che sperimenta l’amore puro, l’amore vero, ma a che prezzo hanno dovuto ‘spogliarsi’ del marchio Maddox e fare quello che il loro cuore dettava. Il ruolo di Paris è quello di mettere il punto ad una storia di generazioni e lascia in mano sua la continuazioni di quello che potrebbe essere un eventuale prosieguo.

Loro sono i buoni e con loro c’è una serie di personaggi secondari che poco alla volta, come un contagocce, rilasciano informazioni utili a ricostruire l’intera vicenda. Quanto ho odiato la mamma di Tamara, ma ahimè, come ho dovuto ricredermi e nel mentre complimentarmi con l’autrice che è riuscita a creare una trama che dire avvincente, è dire poco.

Il romanzo è narrato senza una sbavatura, in modo talmente elegante e preciso che non risentiamo di questo viaggio spazio-temporale anzi, le interruzioni avvengono proprio in momenti cruciali del racconto perché il lettore, nel romanzo rappresentato da Cooper, è avvinto dalla storia, dalle parole di Paris e si lascia trasportare ed influenzare dal racconto che sente. Lo stupore e la rabbia sono stati due dei sentimenti che mi hanno accompagnato per tutta la lettura perché mi sono impersonificata in Tamara e Levi, vittime ed eroi. Letto in poco più di 24 ore, il romanzo ti entra nel cuore e nell’anima sia per la sua brutalità che per la sua tenerezza, ingenuità e leggerezza di cuore. Per non parlare anche delle varie tematiche sociali che ha toccato che sono ancora oggi fonte di discussione. Per chi ancora se lo stesse chiedendo, sesso ce n’è, in quantità limitata e in vanilla style, quindi se cercate rocambolesche avventure di letto, avete sbagliato romanzo.

IL LADRO DI RICORDI è un romanzo per sognare, per piangere, per vivere di emozioni vere che fanno palpitare. Arrivare alla conclusione è come terminare l’ultima scatola di cioccolatini preferiti. Siamo contenti ma delusi. Della serie, sarà la mia prossima lettura di tale livello da poterne prendere il posto? Io ancora non ci sono riuscita.


Perfetto, punto e basta.



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