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lunedì 18 luglio 2016

[Recensione] SCHEGGE DI VERITÀ - Monica Lombardi

Un nuovo romanzo, un nuovo genere e una nuova casa editrice, Monica Lombardi torna con un Thriller psicologico tutto da scoprire.
SCHEGGE DI VERITÀ edito Amazon Publishing vi terrà incollati alle pagine dall’inizio alla fine della lettura.

Genere: Thriller
Casa editrice: Amazon Publishing
Pagine: 352
Data di Uscita: 28 Giugno 2016
Prezzo: € 9.99 – Ebook € 4.99

Sinossi: Qualsiasi cosa per riaverla. Qualsiasi cosa per riaverle entrambe.
Due donne, due amiche, Giulia e Livia, rapite una sera di novembre mentre tornano dal cinema. Una delle due riesce a fuggire, ma non ricorda nulla, né del rapimento né del suo passato. Il suo aiuto potrebbe essere determinante per la polizia, se solo riuscisse a mettere insieme le schegge di verità che come lampi le attraversano la mente. Il volto che però vede nello specchio continua a esserle del tutto estraneo.

Le indagini possono dunque partire solo dal bosco, teatro della fuga, e dalla spessa nebbia che blocca la sua memoria. A guidarle è il commissario Emilio Arco, con l’aiuto di Ilaria Benni, una sensitiva in grado di percepire la paura delle persone, e di uno psichiatra, coinvolto per motivi che oltrepassano la sfera professionale.

Monica Lombardi tesse con maestria una tela investigativa ricca di colpi di scena, in un giallo psicologico che scava negli abissi della mente umana.

Questa forse è una delle recensioni più difficili che ho dovuto scrivere in questo ultimo periodo, sia per le emozioni discordanti che mi ha trasmesso che per la difficoltà di recensire un Thriller così particolare cercando di non spoilerare.
Non è un mistero che apprezzo questa autrice: mi piace il suo stile molto “americano”. Ho adorato la prima serie Romantic Suspense che ho letto scritta da lei, quella di MIKE SUMMERS, e sto seguendo con molto interesse il suo nuovo progetto Romantic Sci-Fi, STARDUST. Ma essendo io più appassionata di Thriller che di Romance, attendevo la pubblicazione di SCHEGGE DI VERITÀ da molto tempo.

Il romanzo ci presenta una trama che tocca molto la mia sensibilità perché è la storia di due donne che vengono rapite e che subiscono violenza, tema anche molto attuale purtroppo. Per fortuna una di loro riesce a fuggire ma, una volta in salvo, si scopre che ha perso la memoria. Livia ora è fuori dall’incubo ma Giulia, l’altra donna rapita, è ancora prigioniera e l’amnesia della nostra protagonista sarà un ostacolo per le ricerche delle forze dell’ordine.
Qui la Lombardi è molto brava a farci “sentire” la paura di Livia, il suo senso di colpa per essere fuggita e aver lascito Giulia a vivere da sola quell’incubo che può solo tremare nell’immaginarlo. Per quanto si sforzi di ricordare, per aiutare la polizia e fornire dettagli utili per la ricerca di Giulia, la sua mente è chiusa, sigillata, inaccessibile come una camera stagna e la sua frustrazione, per questa sua situazione, è tangibile pagina dopo pagina.
Per fortuna Livia non sarà sola ad affrontare tutto questo. Andrea Ranieri, psichiatra e compagno di Giulia, la aiuterà nel cercare una via di accesso ai suoi ricordi, uno spiraglio di luce in quel vuoto che è ormai il suo passato e, cercando Giulia, ritroverà pian piano anche sé stessa.

I diversi POV ci aiutano ad avere un quadro più completo di una situazione che è molto complicata ed ingarbugliata. Vivremo con Andrea la paura di non riuscire più ad abbracciare la sua Giulia, il dubbio che quello che aveva non tornerà più, la disperazione nel sentirsi impotente davanti alla realtà che la sua amata sta vivendo, un incubo dal quale lui non ha potuto proteggerla. Affronteremo con il commissario Emilio Arco tutti i passaggi di un’indagine che lascia poco spazio di manovra e con lui cercheremo di capire chi abbia rapito le due donne, come abbia fatti Livia a fuggire ma soprattutto dove stiano ancora tenendo Giulia.
Ma sono le donne a rivestire un ruolo di primo piano in SCHEGGE DI VERITÀ e, insieme a Livia, conosceremo Ilaria Benni, una sensitiva che collabora con il commissario Arco. Grazie al suo dono, e attraverso le sue visioni, riusciremo poco a poco a mettere insieme tutti i pezzi di questo enorme e confuso mosaico. Ma la Lombardi non si è dimenticata di Giulia, della donna che ancora è prigioniera, e sarà per mezzo del suo punto di vista che vivremo i momenti più forti ed agghiaccianti dell’intero romanzo. Le violenze fisiche e psicologiche sono molte, dure e spaventose. L’autrice è bravissima a farci vivere il suo terrore, la sua paura di impazzire ed il suo desiderio di libertà. Da lettrice donna è ancora più facile immedesimarsi e vivere ogni momento nella propria mente.

Le venne da ridere. Gli sbalzi di umore ormai avevano smesso di stupirla, passava dalle lacrime alle risate isteriche senza motivo, sena bisogno di stimoli esterni. A volte si accoccolava sulla sua coperta, stringendosi le ginocchia al petto e canticchiando a se stessa per quelle che le sembravano ore, solo per rompere il silenzio assordante. Altre volte le era impossibile stare ferma, allora iniziava a camminare su e giù per il corridoio e, quando le pareti sembravano stringersi attorno a lei, lanciava urla rabbiose e picchiava i pugni sui muri fino a farsi male. Non perché sperasse di attirare l’attenzione di qualcuno, ma perché aveva bisogno di aggrapparsi all’illusione di poter fare qualcosa per uscire da quella prigione.
Anche solo sfondare a pugni i muri.
Il più delle volte si limitava ad aspettare. Un rumore. Un improbabile salvataggio. La morte.

I personaggi sono tutti ben caratterizzati, ognuno ha il giusto spazio, uno scopo ben preciso in questa triste vicenda. La scelta di ambientarlo in Italia l’ho molto apprezzato anche se sono pochissimi i momenti in cui viene descritto un paesaggio e, da ammissione della stessa autrice, alcuni luoghi sono frutto di fantasia.
La parte Thriller è potente e sviluppata in modo splendido. I continui colpi di scena lasciano il lettore sempre attento e desideroso di scoprire un nuovo indizio, una nuova traccia che lo porti ad arrivare alla conclusione che tutti i personaggi bramano: dove è Giulia?

Per completare questa recensione e fare un’analisi completa del romanzo, devo parlarvi anche della parte romance. La Lombardi ci stuzzica con un bocconcino molto appetitoso che si chiama Andrea Ranieri, uno psichiatra molto affascinante, con 2 occhi blu profondi, un fisico atletico e un fondoschiena da perdere la testa. Per Livia sarà difficile resistere al suo fascino, anche se è dolorosamente consapevole che lui appartiene ad un’altra. L’attrazione per quest’uomo ed il senso di colpa per un sentimento così forte ma rivolto all’uomo sbagliato non aiuteranno Livia a far chiarezza nei suoi ricordi anzi, all’inizio la confonderanno ancora di più. Questo non impedisce alla Lombardi di scaldare la lettura con i sogni erotici di Livia ed i ricordi di Giulia, ed entrambi gli scenari hanno come protagonista questo psichiatra magnifico. Le scene di sesso sono sempre descritte con passione e delicatezza. L’autrice è bravissima anche nel far crescere la tensione sessuale, nel far trapelare il desiderio tra le pagine, facendoci percepire i sentimenti dei protagonisti come qualcosa di tangibile e reale.

«Avrei potuto perderti per sempre» le sussurrò lui contro l’orecchio, e il suo respiro le mandò brividi di eccitazione in tutto il corpo. «L’ho temuto quando non c’eri, l’ho temuto anche quando eri lì davanti a me ma non sapevi chi fossi. Ti guardavo e ti cercavo, anche allora.»

Ora, dopo aver cercato di analizzare tutte le parti di questo romanzo, la fatina Impertinente che è in me prende la penna in mano per spendere “due paroline” sull’insieme.
Non ho niente da ridire sullo stile, sulla forma, che restano sempre impeccabili come in tutti i romanzi della Lombardi, mantenendo una fluidità che nulla ha da invidiare alle migliori autrici ed una costruzione della trama attenta e precisa.  Ma, a differenza di quello che potreste aver pensato fino ad ora, questa non è una recensione da 5 bacchette. Infatti è arrivato il momento di parlare di quello che non mi è piaciuto.
Se la parte Thriller ha caratterizzato l’intero romanzo dandogli un ritmo deciso ed incalzante, la parte romance, forse troppo predominante nella seconda metà della storia, ha rallentato il ritmo, messo un freno tanto da darmi l’impressione di star leggendo due libri differenti. Troppo spesso mi sono ritrovata ad attendere che l’indagine tornasse ad essere il punto centrale, come dovrebbe essere in un Thriller, o a sperare che le “parentesi” romance fossero più brevi. Questo, e il particolare per me non irrilevante che le SCHEGGE DI VERITÀ che dovevano portare al ritrovamento di Giulia non siano venute dai ricordi di Livia bensì dalle visioni di Ilaria, mi porterebbero a dare 3 bacchette a questo romanzo che, sempre a mio avviso, è finito con lo snaturalizzarsi dal genere Thriller che invece ricopre. D’altro lato, la bravura della Lombardi nello sviluppare una trama così complicata ed accattivante meriterebbe 5 bacchette piene. Per essere giusta ora devo fare la media e questo mi porta a promuovere questo romanzo come un’opera ben riuscita, anche se non perfetta.
Avrò avuto io forse troppe pretese e aspettative? Non so, può anche essere, ma voglio comunque ripetere all’autrice quello che le dico da quando ho letto GAMBLER: attendo con ansia di leggere un tuo Thriller PURO e, con SCHEGGE DI VERITÀ, mi hai dimostrato ancora una volta di avere tutte le carte in regola per accontentarmi. La mia speranza è, visto che questo è il primo libro di una serie, che nel prossimo io possa trovare maggior soddisfazione.

Credo che la scelta di dare tanto spazio al filone rosa possa finire per penalizzare questo romanzo che, essendo classificato nella categoria “Gialli e Thriller”, avrebbe potuto attrarre nuovi lettori, magari anche uomini.
Continuo a ripetere le mie speranze sul seguito o, se posso permettermi, consiglio un cambio di direzione – ed etichetta – verso il Romantic Suspense, per essere più fedele all’effettivo svolgimento della trama.


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