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mercoledì 30 marzo 2016

[Recensione] SIGNORA DELLA MEZZANOTTE - Cassandra Clare


Ogni volta che Cassandra Clare prende in mano la penna è un’epifania. La fantasia di questa donna sembra senza limiti perché, dopo millemila romanzi sugli Shadowhunters, un calo sarebbe anche normale, invece no. Ogni nuova storia che porta sulle pagine, è ricca di avvenimenti e di suspence.


Genere: Urban Fantasy
Casa editrice: Mondadori
Data di Uscita: Marzo 2016
Prezzo: € 19.00

Sinossi: Los Angeles 2012. Sono passati cinque anni da quando Emma Carstairs ha perso i genitori, barbaramente assassinati. Dopo il sangue e la violenza a cui ha assistito da bambina, la ragazza ha dedicato la sua vita alla lotta contro i demoni ed è diventata la Shadowhunter più talentuosa della sua generazione. Non ha però mai smesso di cercare coloro che hanno distrutto la sua famiglia e, quando si rende conto che l'unico modo per arrivare ai colpevoli è quello di allearsi con le fate, da anni in lotta con gli Shadowhunters, non si tira indietro. È una partita molto pericolosa, ma Emma, insieme a Julian, suo migliore amico eparabatai, ha tutte le intenzioni di giocarla fino in fondo. Non solo la ragazza potrebbe finalmente vendicarsi, ma per Julian si apre la possibilità di riabbracciare il fratello Mark, che anni prima era stato costretto a unirsi al Popolo Fatato. Inizia così una corsa contro il tempo, un'indagine ricca di colpi di scena, dove i bluff e i doppi giochi non mancano e i sentimenti più profondi sono messi a dura prova. Compreso quello che lega Emma e Julian, forse di natura diversa rispetto a quel legame puro, unico e indissolubile che dovrebbe unire due parabatai: un sentimento che la Legge non accetta. Questa è un'edizione speciale con il racconto in esclusiva La festa di fidanzamento.




Comincia con Signora della Mezzanotte, la nuova saga Shadowhunters che prende il nome di The Dark Artifices. Questa volta i protagonisti non sono più Jace e Clary, Simon, Isabelle, Alec e Magnus, sebbene compaiano in qualche cameo. Sono trascorsi cinque anni dagli episodi che hanno visto i vecchi protagonisti alle prese con la guerra scatenata da Sebastian Morgensten nella saga The Mortal Instruments. Emma e Julian, allora erano solo dei ragazzini, troppo giovani per affrontare una guerra di simile entità, eppure costretti a farlo. In Signora delle Mezzanotte ritroviamo dei giovani ragazzi, cresciuti con addosso troppe responsabilità, così forti da riuscire a non tirarsi indietro davanti alle difficoltà che essere uno Shadowhunter richiede.


Siamo a Los Angeles in questa nuova serie. Il popolo delle fate, traditore e complice di Sebastian nella guerra ormai passata e vinta, è tenuto ai margini dal Conclave e dalla Pace Fredda, ma nuove vicende che riguardano uno dei personaggi chiave di questa saga, costringerà i nuovi eroi ad avere a che fare con le fate. Emma, dal canto suo, sente la necessità di scoprire una verità che riguarda la propria famiglia. Chi ha ucciso i suoi genitori? E per quale motivo? Questo sarà il motore dell’intera vicenda.


Emma e Julian sono Parabatai, che in termini shadowhuntereschi significa che i due condividono una sorta di amicizia che va al di là delle normali relazioni tra “persone normali”. Il loro è una sorta di amore platonico. Questo dice la legge Shadowhunters riguardo ai parabatai. Si appartengono con l’anima ma non con il corpo.


Mentre le pagine scorrono sotto gli occhi del lettore, si avrà piena coscienza di ciò che vuol dire appartenersi come Emma e Julian. Una delle più belle storie tra due protagonisti che abbia mai letto. E dopo quella su Jace e Clary pensavo davvero che non ne avrei mai più potute leggere di così struggenti e appassionate.


Il mondo di questa nuova saga si colora di tantissimi nuovi personaggi, ognuno con delle peculiarità che risaltano fra le righe come colori fluorescenti. Impossibili non notarli. Un corollario di anime che conquistano al primo incontro.


Lo stile della Clare è sempre unico, inimitabile. Lei è regina del suo genere. Poesia e ironia si incrociano e si sposano perfettamente. Dialoghi ritmati, nessuna pausa inutile, descrizioni coerenti e mai superflue. Seicento e rotte pagine di un romanzo che mai, in nessuna parte annoia. E pare difficile che sia così quando si tratta di un tomo simile, eppure è quello che succede.


Il giorno in cui uscirà il seguito non arriverà mai abbastanza in fretta per quanto mi riguarda. Ma vale la pena aspettare. The Dark Artifices promette di essere un nuovo capolavoro.



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