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venerdì 18 marzo 2016

[La parola alle Lettrici] Recensione: VISTA CON GRANELLO DI SABBIA.POESIE (1957-1993) -Wislawa Szymborska

Per la rubrica LA PAROLA ALLE LETTRICI, Rossella vi parla di VISTA CON GRANELLO DI SABBIA, una raccolta di poesie scritte dal premio Nobel Wislawa Szymborska, edita Adelphi.

Genere: Narrativa - Poesia
Casa editrice: Adelphi
Data di Uscita: 5 Maggio 2004
Prezzo: € 20.00

Sinossi: Quando giunse la notizia che il Premio Nobel per il 1996 era stato conferito a Wislawa Szymborska, molti giornali scrissero che si trattava di una poetessa più o meno sconosciuta. In realtà Iosif Brodskij la considerava, insieme a Milosz e a Herbert, una delle grandi voci poetiche attuali. E al tempo stesso si può dire di lei che raramente un poeta moderno è riuscito a parlare di temi proibiti, perché troppo battuti, con tale impavida sicurezza di tocco, fino al punto di dedicare una delle sue liriche più perfette all'"amore felice", questo "scandalo nelle alte sfere della Vita". Questo volume è una raccolta che attraversa tutta la sua opera a partire dal 1957 e include anche il discorso pronunciato in occasione del conferimento del premio Nobel.

Oggi mi assumo la responsabilità di raccontare un’esperienza di lettura che definirei particolare.

Una piccola premessa: non è che non mi piaccia la poesia, anzi! Mi piace molto, ma un libro intero, dalla prima all’ultima pagina, finora non l’avevo mai letto perché mi sembrava impresa alquanto ardua. È per questo che quando ho dovuto scegliere qualcosa che rispondesse alla voce “un libro di poesia” per la ‘reading challenge’ (sfida letteraria) cui sto partecipando, mi sono trovata un po’ in difficoltà. Dapprima ho cercato tra i poeti che conosco e che so di amare (Neruda, Merini, Hickmet ecc.), ma nulla mi convinceva… finché non mi è capitato in mano questo libro ed ho capito di aver terminato la mia ricerca.

Non sapevo nulla di Wislawa Szymborska, ma avevo letto alcune sue poesie e mi erano piaciute perché le avevo trovate non banali e per nulla scontate, con un filo di ribellione che non fa mai male. In effetti, leggendo questo libro, ho trovato conferma delle mie intuizioni.

Si tratta, in definitiva, di una raccolta di poesie presenti in altre opere della Szymborska, pubblicate dal 1957 al 1993; gli argomenti trattati sono i più vari, anche se il tratto comune è, a parer mio, la descrizione delle sensazioni e degli stati d’animo umani. Per far questo la poetessa spesso si serve di immagini della natura, oppure descrive quadri ed opere d’arte, o più semplicemente racconta in prima persona ciò che vede o sente. I suoi versi non sono mai banali o scontati, da essi traspare nitida l’inquietudine, il disincanto, la perenne ricerca…

Mi è piaciuto questo libro? Beh, direi di sì, anche se non è un libro facile. Penso che non basti una sola lettura: bisogna leggerlo una prima volta di filato, per intero, per avere uno sguardo d’insieme, e poi aprirlo a caso, alla ricerca di ciò che fa per noi momento per momento. E’ questo, credo, il bello della poesia e dei libri: sono loro a cercare noi, non il contrario.

E poi mi piace la Szymborska perché ha il coraggio di scrivere ciò che pensa. La sua poesia non deve piacere per forza, non è adatta alle citazioni da condividere in massa, anzi spesso è intimista ed introspettiva. Per spiegare meglio ciò che intendo incollo qui sotto una sua poesia, una di quelle famose.

Voto 3/5 perché è bello, ma non immediato.

  
Ritratto di donna

Deve essere a scelta
cambiare, purché niente cambi.
È facile, impossibile, difficile, ne vale la pena.
Ha gli occhi, se occorre, ora azzurri, ora grigi
neri, allegri, senza motivo pieni di lacrime.
Dorme con lui come la prima venuta, come l’unica al mondo.

Gli darà quattro figli, nessuno, uno.
Ingenua, ma è un’ottima consigliera.
Debole, ma sosterrà.
Non ha la testa sulle spalle, però l’avrà.
Legge Jaspers e le riviste femminili.
Non sa a che serva questa vita, e costruirà un ponte.
Giovane, come al solito giovane, sempre ancora giovane.

Tiene nelle mani un passero con l’ala spezzata,
soldi suoi per un viaggio, lungo e lontano,
una mezzaluna, un impacco e un bicchierino di vodka.
Dov’ è che corre? Non sarà stanca?
Ma no, solo un poco, molto, non importa.
O lo ama, o si è interstardita.

Nel bene, e nel male, e per l’amor del cielo!

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