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lunedì 9 novembre 2015

[Recensione] CRONACHE INFERNALI - Alexia Bianchini

Considero Alexia Bianchini una bravissima autrice.
Ho iniziato ad apprezzarla quando scriveva dei piccoli racconti per il forum che gestivo un tempo con delle amiche. Erano racconti che spaziavano dal genere Horror all’Erotico. Racconti brevi, a volte lunghi una sola pagina di Word, ma che sapevano scaturire in me forti emozioni.
Chi ha imparato a conoscermi sa che sono “taccagna” di stelline e molto critica, soprattutto verso autrici che mi hanno abituata ad un certo standard.

Sperando di non essere stata troppo dura, vi lascio alla mia recensione.

Genere: Horror - Fantasy
Casa editrice: Dunwich Edizioni
Data di Uscita: Novembre 2014
Pagine: 122
Prezzo: € 9.90 - Ebook € 2.99


Sinossi: Vi è un mondo celato ai nostri occhi, fatto di spiriti e anime erranti. Non è del Regno dei Cieli che stiamo parlando, ma dell’antro in cui demoni e peccatori dimorano dalla notte dei tempi. Siamo certi che solo i corrotti ne siano designati? E quale sorte spetta a coloro che finiscono fra le fiamme dell’Inferno?
Demoni, principi maledetti, cacciatori. Tradimenti e passioni si intrecciano fra le pagine di questa storia, tra Terra e Inferi. Nel Bene c’è sempre un po’ di Male, e nel Male è possibile trovare un po’ di Bene?
A voi l’ardua sentenza.


Nell’antologia Un Assaggio di Dunwich 2 troverete uno spin-off, un racconto lungo che fa da ponte fra il primo e il secondo libro, dal titolo "Il Messaggero".



All’interno delle CRONACHE INFERNALI l’autrice ha creato un nuovo Inferno, una rivisitazione molto originale ed intrigante.

Iniziata la lettura sono rimasta da subito incantata dalla sua protagonista, dal suo carattere e dalle sue abilità. Metyamavra era una creatura del “vecchio inferno”, un mondo abitato da esseri di diverse razze, con le proprie abitudine ed usanze. Una terra non paradisiaca, dove lotte e guerre erano presenti e prepotenti, ma nulla in confronto alla desolazione e alla sofferenza portata dall’arrivo degli Angeli Caduti che, cacciati dal Paradiso, precipitarono distruggendo e rivoluzionando tutto ciò che Maty conosceva ed amava. Rimasta, insieme a Kalinger, l’unica superstite di questa devastazione, la rabbia nel vedere il proprio mondo distrutto la portò a fare della vendetta il suo scopo ultimo. Così, per avvicinarsi il più possibile a Belzebù – il Principe delle mosche - divenne una cacciatrice: la Divoratrice di anime.

Metyamavra è caratterizzata in modo superbo: un essere bellissimo e potente in grado di poter distruggere chiunque ma  con una coscienza ed un senso di giustizia che si scontra con l’Inferno ed i suoi abitanti.

Moltissimi sono i personaggi che appaiono, anche per un breve momento, sul cammino di Maty e tutti sono unici. Alcuni di loro avrei voluto fossero maggiormente approfonditi, come ad esempio Kalinger o Duly. Quest’ultimo è presente in tutto il romanzo: appare e scompare dalla scena e porta sempre aiuto e consigli, ma sinceramente non sono riuscita a capire il suo vero ruolo o scopo.

Le basi della storia sono molto ben delineate e ben descritte. Le capacità di scrittura di Alexia sono notevoli. I cambi di POV e gli sbalzi temporali, spesso troppo frequenti e brevi, hanno reso la lettura però complicata da seguire in molti punti.

Alcune scene potevano essere tranquillamente omesse e l’obiettivo finale sarebbe stato raggiunto in ogni caso permettendo, così, all’autore di concentrarsi e approfondire i momenti significativi della trama.

Ci sono passaggi così veloci che spesso mi sono ritrovata a chiedermi perché l’autrice avesse scelto di inserirli nelle Cronache. La motivazione che mi sono data è che molti capitoli che troviamo all’interno delle Cronache Infernali sono dei racconti già pubblicati. Forse è stato questo il “problema”, lo scoglio che l’autrice non è riuscita a superare: amalgamare tutti questi racconti cercando di dare continuità alla storia singola. Infatti, alcuni capitoli sembrano troncati o danno la sensazione di essere stati scritti velocemente.
Forse sono io che ho creato troppe aspettative, avendo letto molti commenti positivi prima di iniziare la lettura. Ma conoscendo le capacità dell’autrice, il modo in cui riesce a trasmettere grandi emozioni e creare storie uniche anche con solo pochissime pagine, non mi sento di poter sorvolare su questi particolari.

L’autrice poteva essere più “cattiva”, usare termini più crudi e creare scene più cruente e spaventose, come mi sarei aspettata da lei.


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