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venerdì 24 luglio 2015

[Blog Tour] LE DUE METÀ DEL MONDO - Marta Morotti

Buon venerdì :)
Oggi abbiamo il piacere di ospitare la 2^ tappa del BlogTour dedicato al romanzo LE DUE METÀ DEL MONDO di Marta Morotti, edito Harlequin Mondadori.



In questa tappa avremo il piacere di farvi scoprire qualcosa di più sull’autrice  grazie ad alcune domande alle quali ha gentilmente accettato di rispondere.

Quando hai deciso di iniziare a scrivere e perché?

Ho scritto il mio primo racconto a 14 anni. Era un modo per evadere in un momento di passaggio in cui mi sentivo poco adeguata al mondo che mi circondava. Ma era anche una diretta conseguenza del mio profondo amore nei confronti della lettura. Volevo scrivere delle storie create su misura per me e da me. Col tempo, crescendo, è diventata una necessità. Ho capito che una realtà sola ed unica non mi bastava e non mi basta. Scrivere mi permette di vivere vite diverse. Perché quando si legge si accetta di vivere una finzione come fosse reale, ma si rimane consapevoli di ciò che davvero è reale e ciò che non lo è. Quando si scrive, quella finzione trascende i limiti della pagina e si infonde nella realtà. Non c’è più distinzione. Questo è quello che cerco.


Diventare scrittrice era il tuo sogno nel cassetto o è una passione che si è sviluppata con il tempo?

La passione per le storie raccontate è nata fin da bambina grazie a mia madre che mi ha sempre spronata alla lettura. Col tempo, ho capito che non mi bastava leggerle, ma che volevo crearle. La consapevolezza però di voler fare questo mestiere è arrivata verso i 24 anni. O meglio, lo sapevo già da tempo, ma non lo accettavo. Non è facile, in un mondo che va a mille all’ora e che esalta un altro tipo di figura lavorativa, rallentare, sedersi a una scrivania e dire “Bene, voglio lasciare tutte le possibili certezze, tutte le vie sicure, per intraprendere un percorso che non so dove mi porterà, se mai mi porterà da qualche parte”. Ma l’ho fatto perché scrivere è l’unica cosa che davvero mi fa sentire a mio agio dentro me stessa.


Pensi che la scrittura sia frutto di un talento innato o sia una capacità che si sviluppa con il tempo e lo studio?

Penso che siano pochi gli scrittori che possiedono il Talento, quello vero (non ho la presunzione di considerarmi tra questi). Credo che nella maggior parte dei casi la scrittura sia un istinto che deriva da un’indole. E’ come un richiamo al quale si deve rispondere, per necessità. Se scappi, ti insegue. Lo studio, in ogni caso, è importantissimo. Ma non solo lo studio della propria scrittura, bensì anche di quella degli altri. Studiare, approfondire, indagare gli autori che hanno fatto la storia della letteratura, così come quelli che sono rimasti ai margini, aiuta a capire la meraviglia e la potenza che un mezzo come la scrittura possiede.  


Prima di salutari vorremo ricordare le tappe da cui è composto questo BlogTour:
1^ Tappa: Ragazza in rosso - 23 Luglio
2^ Tappa: Le Lettrici Impertinenti -  24 luglio

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